Ora Renzi media, e D’Alema è dato al 2-3%

Focus

“Cercano di innervosirmi ma io sono disponibile a tutto”

Dopo il mercoledì nero, quando il “fuoco amico” aveva mirato al petto dii Matteo Renzi, oggi è stata la giornata del disinnesco delle mine.

Il segretario del Pd aveva già ieri telefonato a Giorgio Napolitano per capire, per spiegare, per smussare. Forte era stata la bordata dell’ex presidente della Repubblica, ma il Pd ha fatto buon viso a cattivo gioco: “Non forzare”, è stata la parola d’ordine.

E c’era stata la mediazione di Orfini, che aveva sondato Speranza e i suoi, con la disponibilità a fare le primarie, proposta accolta però con freddezza dalla minoranza. “Vedete? Avevo proposto il Congresso dopo la sconfitta e loro hanno detto no. Poi la Consulta ha ammesso le liste bloccate e improvvisamente hanno chiesto loro il Congresso. Pensano di farmi saltare i nervi ma io sono disponibile a tutto”, è stato oggi il pensiero di Renzi.

Infatti stasera al Tg1 ha dichiarato: “Non so che giorno si voterà, non tocca a me deciderlo”. E, sul punto: “C’è stato chi ha chiesto di fare le primarie, il congresso, il referendum tra gli iscritti. Va bene tutto. Però chi perde il giorno dopo rispetti chi ha vinto altrimenti è l’anarchia”. Quanto a una possibile scissione del Pd, “penso proprio di no, non la capirebbe nessuno”.

Il fatto è che una lista D’Alema non fa tanta paura. Un sondaggio riservatissimo assegna a quest’ultima un misero 2-3%. Che si gonfierebbe un poco se vi confluisse Sinistra Italiana – peraltro dilaniata e attraversata dalla ruvida polemica di Arturo Scotto sulle regole interne: ma insomma il lider Maximo porterebbe via al Pd non moltissimo.

Ma è chiaro che la situazione del Pd è tutta in divenire. Si attende di capire cosa pensi un big com Dario Franceschini, di cui dovrebbe uscire una intervista molto attesa.

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