Orfini: “Giallo dimissioni? Ho la lettera di Renzi”

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Per il presidente dem non è pensabile un accordo con il M5s: “Il Pd starà all’opposizione”

Matteo Renzi “si è dimesso il 5 marzo, ho la lettera di dimissioni”. Il presidente del Pd Matteo Orfini ospite di Lucia Annunziata smentisce il “giallo” delle dimessioni dell’ex segretario dem. Nessun giallo, la lettera c’è e domani Orfini la leggerà durante la Direzione del Pd al Nazareno. “È una lettera molto semplice nella quale si prende atto del risultato e si danno le dimissioni. Entro un mese dalle dimissioni si terrà l’Assemblea per recepire le dimissioni, quindi entro il 5 aprile, anche se quelli potrebbero essere anche i giorni delle consultazioni in Quirinale”.

In ogni caso, spiega ancora il presidente dem, “non ce la possiamo cavare dando tutte le responsabilità a Renzi. Ogni singolo dirigente del Pd ha il suo pezzo di responsabilità, non si deve trovare il capro espiatorio, abbiamo bisogno di riflettere, riconoscere gli errori e rivendicare quello di buono fatto nel paese”.

E sulle primarie Orfini dichiara: “Penso che convocarle tra tre mesi non sia la soluzione, altrimenti si parlerebbe solo di nomi e non delle ragioni della sconfitta”. Invece bisogna aprire “una fase di riflessione e discussione”. Quindi la soluzione migliore per il momento, secondo il presidente pd, è quella di eleggere un segretario “ovviamente con un accordo il più largo possibile e possibilmente unitario, come avvenne per Franceschini e Epifani dopo Veltroni e Bersani. E poi ci porterà a un congresso vero con le primarie”, aggiunge. E poi “abbiamo bisogno di riflettere, ascoltare le critiche ma anche rivendicare con orgoglio quello che abbiamo fatto”.

Ma “l’oggetto principale della discussione” domani sarà la posizione che dovrà prendere il Pd durante le consultazioni al Quirinale: “Cosa dire a Mattarella lo dobbiamo definire nella Direzione di domani. Ma noi abbiamo avuto un risultato negativo che ci colloca all’opposizione, non si può pensare che il Pd vada al governo. Il nostro ruolo è quello di stare all’opposizione”.

L’accordo con i Cinquestelle “non esiste in natura”, dichiara Orfini. Anzi, una scelta di questo tipo rappresenterebbe “la fine del Pd”.

Da quello che abbiamo visto in cinque anni di attività parlamentari Lega e M5s sono sovrapponibili più di qualsiasi altra forza che è stata in Parlamento. Detto questo, noi non faremo l’opposizione come l’ha fatta il Movimento 5 stelle, valuteremo con responsabilità i singoli provvedimenti”.

La necessità di trovare un governo c’è, ammette Orfini, ma questo “successe anche nel 2013 e al Pd venne chiesto di trovare un accordo; oggi questo sforzo spetta al centrodestra e al M5s. Qual è il problema? Hanno paura di perdere consensi e mettono prima gli interessi di parte che quelli del Paese”.

Su un governo del presidente Orfini commenta: “Vedremo, ma non mi sembra ci sia disponibilità di tutte le forze. Siamo rispettosi del ruolo di tutti, a partire dal ruolo del presidente della Repubblica, poi rispetteremo il mandato che ci hanno dato gli elettori”.

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