Orlando: “Io minacciato dai fascisti, ma non mi fanno paura”

Focus

Il ministro aveva fatto visita in ospedale ai sei giovani migranti feriti a Macerata nel raid razzista a opera di Traini

“Ho ricevuto minacce anche verso la mia famiglia, ma sono stato cresciuto da combattenti partigiani e mi hanno sempre insegnato che i fascisti poi sono sempre scappati. Non mi fanno paura”. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha raccontato a Circo Massimo su Radio Capital di aver ricevuto insulti e minacce dopo la sua visita a Macerata.

Lì il ministro aveva fatto visita in ospedale ai sei giovani migranti feriti nel raid razzista a opera di Traini. E nei prossimi giorni incontrerà anche i parenti di Pamela Mastropietro, la ragazza assassinata. “Non è stato possibile incontrare ieri” la famiglia “ho sentito telefonicamente lo zio della ragazza, che è anche legale della famiglia, che mi ha ringraziato di averlo cercato, penso ci vedremo nei prossimi giorni. Vi è ipocrisia: ci si muove per lo sdegno di questa vicenda ma poi chi si dice sdegnato si approfitta e diffonde particolari sulla vita della ragazza. Raccolgo l’appello dello zio che chiede pietas sulla ragazza rispetto a ricostruzioni che non hanno nulla a che vedere con la vicenda”.

È inaccettabile, aggiunge il ministro, che si cerchino “giustificazioni sociologiche” al comportamento del ragazzo che ha sparato in strada: “Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono degli irresponsabili: dare una forma di giustificazione a un comportamento criminale e terroristico è un modo per sdoganarlo e dargli un valore politico, è un rischio enorme”.

“Quest’anno – prosegue Orlando – il numero degli stranieri presenti in Italia, dopo anni, è diminuito: sono più gli italiani andati all’estero che gli stranieri arrivati. Berlusconi cosa direbbe se anche gli altri Paesi rimandassero indietro i nostri concittadini? I fenomeni vanno regolati, certo, ma dire che siccome Traini ha sparato bisogna mandare a casa 600mila persone è un modo di ragionare che disonora il Paese, la Costituzione e quella che pomposamente la destra chiana ‘patria’, che è una cifra di civiltà e di valori”. E anche gli applausi ricevuti in carcere da Traini, commenta, sono “segno di profonda involuzione”.

La decisione del sindaco di Macerata Romano Carancini di annullare tutte le manifestazioni previste, tra cui il corteo antifascista previsto per sabato “è una posizione rispettabile” però, aggiunge, “un momento nel quale si dia la possibilità all’Anpi di testimoniare i valori antifascisti del Paese credo che vada trovato”.

 

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