Orlando scalpita: “Consultazione per la leadership del centrosinistra”

Focus

Guerini: “Renzi pienamente legittimato dalle Primarie”

“Propongo un momento di confronto sul programma attraverso la convocazione di un tavolo programmatico e anche un metodo per la scelta della leadership. Anche una consultazione. Ma è importate prima la costruzione di un nuovo centrosinistra largo e plurale. Immagino una convenzione di tutte le forze che si riconoscono nel progetto”, così  Andrea Orlando in un’intervista all’Huffington Post lancia la sfida per la premiership del centrosinistra.

Il messaggio del Guardasigilli, leader della minoranza interna al Pd, è chiaro: se ci saranno le coalizioni non è detto che debba essere il segretario del Pd, candidato naturale per Statuto, a correre per Palazzo Chigi.

Il “caso Orlando” scoppia dopo che il ministro della Giustizia annuncia la sua partecipazione alla manifestazione di Giuliano Pisapia e Mdp, il primo luglio a Roma. L’iniziativa dell’ex sindaco di Milano si sovrappone all’assemblea dei circoli del Pd. E arriva la tensione, con il botta e risposta Orlando-Orfini, trasportata dalle vecchie ruggini di quanto erano insieme i leader dei Giovani Turchi.

“Visto che abbiamo una legge elettorale che non prevede le coalizioni, ritengo sia più utile discutere con i nostri segretari di circolo su come rafforzare il Pd più che con altre forze politiche, rischia di essere solo una discussione accademica”, dice il presidente del Pd. Subito, la replica di Orlando: “Sono lieto che Matteo Orfini si sia ricordato che esistono i circoli del Pd che, com’è noto, sono stati investiti nelle settimane scorse di una discussione ampia e approfondita sulla legge elettorale. Io comunque sarò all’Assemblea dei circoli“- conferma il Guardasigilli, che continua : ” Non sono rassegnato a questa legge elettorale e ricordo che le coalizioni esistono sia nei Comuni che nelle Regioni, pertanto, ignorare gli alleati non è segno di lungimiranza”.

A poco meno di due mesi dalle primarie del Pd è Lorenzo Guerini a far notare che Renzi è pienamente legittimato: “Vorrei ricordare che abbiamo appena tenuto un congresso che non è stato né frettoloso né una conta ma un momento di confronto e discussione politica importante e una significativa prova di democrazia e partecipazione. Con un risultato chiarissimo del segretario che abbiamo rieletto. Non vorrei che appena celebrato si fingesse di scordarselo”.

 

 

 

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