Oscar: trionfa Moonlight. Non ce la fa La La Land, annunciato vincitore per errore

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Per un clamoroso errore viene annunciato il vincitore sbagliato: i produttori di La LA Land avevano già iniziato il discorso di ringraziamento quando è arrivato il colpo di scena

Quello che probabilmente verrà ricordato come uno dei più clamorosi errori durante una notte degli Oscar accade nel momento clou della serata. Warren Beatty e Faye Dunaway, chiamati ad annunciare il vincitore per il Miglior Film, proclamano, mantenendo fede ai pronostici, il successo di La La Land; i produttori salgono sul palco e cominciano un sentito discorso di ringraziamento, ma ecco che il quadretto idilliaco s’incrina di colpo. Gelo. Arriva la smentita; Jimmy Kimmel, il presentatore dello show arriva con la busta che contiene il nome del vero vincitore: a Warren Betty avevano consegnato quella sbagliata. Ha vinto Moonlight: il presentatore prova a metterci una toppa: “E’ colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine”.

Fino a quel momento tutto era filato liscio secondo copione. Il film di Daniel Chazelle, forte delle sue 14 candidature, aveva fatto incetta di statuette: da quella per la miglior regia – il 32enne Chazelle è il più giovane vincitore della storia – passando per quello come miglior attrice protagonista, con la favoritissima della vigilia, Emma Stone, fino ad arrivare ai premi per miglior colonna sonora, miglior canzone “City of Stars”, miglior fotografia e miglior scenografia.

Il vincitore della serata è il film che in molti speravano potesse assestare un inaspettato colpo di coda. Moonlight, scritto e diretto da Barry Jackins e basato sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, si aggiudica, oltre al premio più ambito, anche la statuetta per il miglior attore non protagonista con Mahershala Ali (foto copertina) e quello per migliore sceneggiatura non originale; è il riconoscimento a una pellicola coraggiosa che riesce a mettere al centro della scena le tematiche del dolore maschile e dell’omosessualità vissuta in maniera travagliata, e che arriva a guadagnare questo Oscar in un momento storico particolare, dando un forte segnale di apertura ad un’America che sembra incamminarsi con Donald Trump verso una generalizzata stretta conservatrice.

Il momento della lettura del discorso di protesta di Ashgar Farhadi

Il momento della lettura del discorso di protesta di Ashgar Farhadi

E un’altra stoccata a Donald Trump è arrivata al momento dell’Oscar per il Miglior Film Straniero, andato a Il Cliente di Asghar Farhadi, che non va a ritirare il premio in segno di rispetto per le popolazioni colpite dal «Muslim ban» di Trump“La mia assenza è un atto di rispetto verso i miei concittadini e quelli di altri sei paesi che hanno subito una mancanza di rispetto per una legge disumana. Dividere il mondo in due categorie, noi e i nostri nemici, porta alla paura”, recita il messaggio che il regista iraniano ha lasciato da leggere in sua assenza.

È invece Casey Affleck ad aggiudicarsi l’Oscar come attore protagonista per il film Manchester by the sea, un’altra pellicola “outsider”, talmente apprezzata da generare grandi aspettative (puntualmente mantenute): oltre alla statuetta di Affleck, il film si porta a casa quella per la Miglior sceneggiatura originale.

Per quel che riguarda invece la categoria Miglior attrice non protagonista femminile, vince (secondo pronostico) Viola Davis, per il film Barriere diretto da Denzel Washington.

l’Italia porta a casa meno del previsto; ma anche se non arriva il premio per Fuocoammare di Gianfranco Rosi (tanto caldeggiato da Meryl Streep) c’è il riconoscimento ad Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, che insieme a Christopher Nelson vincono l’Oscar del miglior trucco con Suicide Squad: “Io sono italiano, questo Oscar è per tutti gli immigrati”, ha detto Alessandro Bertolazzi concludendo il suo toccante discorso.

A completare l’elenco dei Premi e dei Vincitori: miglior cortometraggio a Sing di Kristóf Deák, miglior cortometraggio documentario a The White Helmets di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara, miglior montaggio a John Gilbert per “La battaglia di Hacksaw Ridge”, migliori effetti speciali a Robert Legato, Adam Valdez, Andrew R. Jones e Dan Lemmon per Il libro della Giungla, miglior film d’animazione a Zootropolis di Rich Moore e Byron Howard, miglior corto di animazione a Piper del regista di origine italiana Alan Barillaro, miglior montaggio sonoro a Sylvain Bellemare per Arrival, miglior sonoro a Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge, miglior documentario a O.J.: Made in America, migliori costumi a Colleen Atwood per Animali fantastici e dove trovarli.

 

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