Ostia in balia di scontri fra clan. E la palestra della legalità non parte

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Il progetto di uno spazio pubblico per lo sport è arenato da mesi. Presentata un’interrogazione urgente alla sindaca Raggi

Mentre ad Ostia riprende la guerra tra clan – questa l’ipotesi dei magistrati della Dda di Roma che stanno indagando sugli ultimi eventi di gambizzazione e di intimidazioni – non si hanno notizie sulla palestra della legalità che dovrebbe aprire proprio nel porto turistico del litorale romano, nei locali sequestrati all’imprenditore Mauro Balini.

Un luogo frutto di illeciti che dovrebbe tornare alla comunità trasformato in una struttura sportiva pubblica grazie a un accordo accordo tra la Regione Lazio, Tribunale di Roma e Ipab Asilo Savoia firmato a febbraio. Ma del progetto non si hanno notizie da diversi mesi ormai. Il motivo è un infinito rimpallo di responsabilità tra Comune e municipio. L’inaugurazione – inizialmente prevista per gennaio – rischia di slittare.

A lanciare l’allarme nei giorni scorsi il presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, Giampiero Cioffredi, che ha chiesto l’intervento della sindaca Virginia Raggi per sbloccare la situazione ferma da maggio. Un intervento “per porre fine a questo incomprensibile e dannoso spettacolo tra uffici dell’amministrazione comunale, mettendo così nelle condizioni di farlo, chi vuole rappresentare con progetti concreti un’ alternativa alle mafie”. Cioffredi dice di aver apprezzato le dichiarazioni della sindaca contro le mafie. L’apertura della palestra sarebbe un primo passo per dimostrare di voler concretamente fare qualcosa per riportare la legalità sul litorale romano.

Anche il presidente della terza sezione del Tribunale di Roma Guglielmo Muntoni si è detto “molto avvilito e preoccupato per la situazione creatasi a causa delle resistenze opposte dal Municipio di Ostia alla palestra della Regione. Ancora più incomprensibili perché quell’impianto costituirebbe un’alternativa pubblica alle palestre degli Spada per allontanare i giovani dalla strada”.

Il progetto ha l’obiettivo di “restituire al territorio un bene immobile frutto di affari illeciti, offrire opportunità di sport e socialità ai cittadini e aggredire il tentativo del clan Spada di presentarsi come depositario dei bisogni dei cittadini, attraverso la gestione di palestre e attività sportive. Una palestra, a gestione pubblica, che puo’ diventare in un territorio come Ostia un vero e proprio presidio di socialità e di legalita’ con un altissimo valore simbolico”.

“È da marzo che il locale giace relegato nel dimenticatoio”, spiega in una nota la capogruppo del Pd capitolino Michela Di Biase che sulla vicenda ha presentato un’interrogazione urgente alla Raggi per sapere “i motivi che ostacolano la realizzazione di uno spazio di legalità, dedicato allo sport e con vocazione sociale, in un locale requisito dall’autorità giudiziaria nel porto di Ostia”.

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