Palagiustizia di Bari: opacità, tanto “fiuto” e poco interesse pubblico

Focus

Un edificio con un canone di locazione troppo elevato e un proprietario – Settanni – che ha avuto rapporti insidiosi con esponenti della criminalità organizzata

Non sapevamo che frequentare i 5 Stelle regalasse la capacità di predire il futuro. Prendete Lanzalone, l’avvocato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sullo Stadio della Roma. Dopo esser stato presentato alla Raggi dal ministro Bonafede e aver assiduamente frequentato i grillini, ha acquisito eccezionali poteri di predizione: con ben 83 giorni di anticipo ha predetto che “Spadafora, Fioramonti, Fraccaro, Bonafede e… Laura Castelli” avrebbero fatto parte del futuro governo. Ed è stato proprio così: due sono diventati ministri, tre sottosegretari.

Ora, ci viene il sospetto che sia sufficiente anche solo pensare intensamente il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, per avere analoghe facoltà.

L’imprenditore barese Settanni, coinvolto nella trattativa relativa al Tribunale di Bari, deve per forza aver seguito questa strada. Il 25 maggio del 2018, infatti, il ministero pubblica un’indagine di mercato per immobili di 15.000 mq. Il 30 maggio, lo stesso ministero precisa che sarebbero stati valutati anche immobili di metratura inferiore, purché di almeno 5.000 mq. Ebbene, solo pochi giorni prima, nel mese di aprile, Settanni e la sua società avevano acquistato da un ente parastatale un immobile perfetto: più piccolo di 15.000 mq, ma più grande di 5.000 mq.

Il finale è stato da oracolo provetto: non solo il ministero ha scelto proprio quell’immobile ma a un canone di locazione di 1,2 milioni l’anno per 6 anni. E il ministro della Giustizia Bonafede letteralmente entusiasta la soluzione raggiunta.

Un canone di locazione, dunque, assai fuori mercato. Tanto che l’aula di Montecitorio non se l’è sentita di condividere tanto entusiasmo. C’è, per esempio, chi ha purtroppo fatto notare che per un edificio statale adibito a caserma dei Carabinieri, tra l’altro costruito ex novo per quella destinazione, con una superficie di 7.600 mq più 715 mq di aree esterne e quindi anche superiore all’immobile in questione, lo Stato paga 313 mila euro l’anno di affitto. Per che cosa festeggia esattamente, il ministro Bonafede? Per i soldi che lo Stato butterà quando invece potrebbe potuto risparmiarli? Tra l’altro, la sede scelta non è nemmeno grande a sufficienza, dal momento che almeno per gli archivi il Tribunale dovrà servirsi di un altro edificio.

Se non bastasse, l’imprenditore-mago ha avuto frequentazioni opache e rapporti insidiosi con esponenti della criminalità organizzata. Opacità, tanto “fiuto” e poco interesse pubblico.

Ora che è stato messo il dito nella piaga mi auguro che si corra ai ripari con una soluzione più limpida. Con risparmio dei soldi dei cittadini e che magari sfugga alle predizioni di altri imprenditori. Ma visto come si è mosso fin qui Bonafede, le previsioni ottimistiche sono sconsigliate.

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