Tra Salvini e Bergoglio è scontro totale

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Salvini è sicuro: “I veri fedeli sono con me”: ma chi avrà ragione? Il Papa che insegna al ministro come fare il suo mestiere, o il ministro che aspira a diventare Papa?

Viene da lontano il rancore di Matteo Salvini per Papa Bergoglio. Era il 2016 quando a Pontida, il leader della Lega sfoggiava una maglietta con scritto ‘Il mio papa è Benedetto’. Effettivamente il Papa emerito poteva sembrare più in sintonia con il salvini-pensiero perché più tradizionalista e meno ‘movimentista’. Papa Francesco invece è tutt’altro personaggio: eclettico, originale e molto comunicativo, non ha mai nascosto la sua politica a favore dell’accoglienza e della misericordia, tanto da farsi immortalare con la spilletta arcobaleno ‘Aprite i porti’. Una delle tante ‘provocazioni’ che lo hanno fatto diventare il nemico numero uno per la Lega.

L’ultimo attacco viene da piazza Duomo a Milano: non si ricorda nella nostra storia, un vicepremier che con il rosario in mano abbia invocato Maria e chiamato i fischi della piazza per il Papa della Chiesa, presentandosi come una sorta di Pontefice alternativo. Ma in fondo il ministro dell’Interno sta lavorando da tempo per dare di sé l’immagine di un crociato che difende il Paese e l’Occidente dalla minaccia islamica e dai migranti. Si fa immortalare nella cella di Padre Pio, non manca di evocare i valori cristiani e, allo stesso tempo, con il mitra in mano, sputa odio su tutti. L’obiettivo di Salvini è quello di imporre un nuovo ‘credo’ in cui l’unico depositario della Verità è lui e, per questo, non può accettare di essere messo in discussione (vedi la palese irritazione per le contestazioni sempre più frequenti).
Un atteggiamento inaccettabile per Francesco che, infatti, si è finora sempre rifiutato di riceverlo (ma anche solo di farsi immortalare con il Capitano).

E ora che le elezioni europee si avvicinano, ed è sempre più chiaro che con questo voto si sceglie di stare da una parte o dall’altra della barricata, lo scontro è totale e frontale. Bergoglio ne è consapevole e, anche se non parla, si capisce benissimo cosa pensa. Basta leggere l’ultimo editoriale di Avvenire in cui si chiamano a raccolta i fedeli per mandare un messaggio chiaro: domenica prossima non possono arrivare voti alla Lega dal cattolicesimo organizzato. Un monito indirizzato soprattutto ad alcune delle frange più tradizionaliste, come Comunione e Liberazione.
Ed è così che, per segnare le distanze, ogni questione è ormai terreno di scontro: dalla Sea Watch, agli sgomberi dei palazzi occupati, passando per l’ignobile Decreto Sicurezza.

Salvini è sicuro: “I veri fedeli sono con me”: ma chi la spunterà? Il Papa che insegna al ministro come fare il suo mestiere, o il ministro che aspira a diventare Papa?

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