Il Papa e la foto del bimbo di Nagasaki: “Commuove più di mille parole”

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Il pontefice ha distribuito la foto ai giornalisti che viaggeranno con lui in Cile e Perù: “Ho paura di una guerra nucleare, siamo al limite”

Una foto di un bambino, sulle spalle il fratellino. Siamo a Nagasaki nel 1945 e quel bambino sta portando al crematorio il fratello morto dopo l’esplosione della bomba atomica. Con questa immagine si è presentato questa mattina papa Francesco ai 70 giornalisti che lo accompagneranno in viaggio in Cile e poi in Perù. Il pontefice, infatti, ha fatto stampare la foto e l’ha fatta distribuire ai cronisti. Sul retro della foto la scritta “Frutto della guerra”.

Una foto “trovata per caso”, spiega Bergoglio: “Mi ha commosso quando l’ho vista. Ho pensato, ho osato scrivere solo ‘Il frutto della guerra’ e poi di farla stampare e condividerla, perché un’immagine del genere commuove più di mille parole. E l’ho voluta condividere con voi”.

Una foto di 73 anni fa che però, oggi, diventa più attuale che mai, ora che il ritorno di una guerra nucleare sembra non essere così impossibile. “Si, ho davvero paura – ha commentato il pontefice – Siamo al limite. Basta un incidente per innescare la guerra. Di questo passo la situazione rischia di precipitare. Quindi bisogna distruggere le armi, adoperarci per il disarmo nucleare”.

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