Il grido di Bergoglio contro “il muro di quella complicità comoda e muta”

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“Nella questione della migrazione non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni”, ha detto Papa Francesco

Mentre i migranti che erano a bordo di Aquarius continuano – non senza difficoltà – il loro viaggio estenuante verso la Spagna, arriva l’ennesima terribile notizia di un’altra imbarcazione, questa volta della Marina americana. La Trenton ha soccorso un gruppo di 40 migranti in mare e ha recuperato anche 12 cadaveri: secondo una prima ricostruzione l’equipaggio avrebbe rigettato i corpi in mare perché la nave sarebbe sprovvista di celle frigorifere anche se la Marina militare Usa avrebbe smentito la notizia.

Di fronte a questo orrore è ancora più desolante guardare il panorama politico di un governo che parla solo per slogan e luoghi comuni. Ed è ancora più agghiacciante osservare certa umanità che urla contro il prossimo solo perché, a forza di sentire sempre gli stessi slogan, si sono persuasi che lo straniero sia una minaccia, “una minaccia alla nostra comodità” come ha detto oggi Bergoglio.

Parole semplici e allo stesso tempo dure quelle del Papa che però oggi sembrano più impopolari che mai. Parole che sembrano cadere nel vuoto umano di questo Paese. Il Pontefice oggi non ha fatto dichiarazioni rivoluzionarie, ma ha ricordato semplicemente i valori del cristianesimo, pensando al prossimo come qualcuno “che con la sua esperienza di vita e i suoi valori può apportare molto e contribuire alla ricchezza della nostra società. Perciò, l’atteggiamento fondamentale è quello di ‘andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo'”.

“Nella questione della migrazione – ha detto ancora Papa Francesco – non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni. Queste persone, che sono nostri fratelli e sorelle, hanno bisogno di una protezione continua, indipendentemente dal loro status migratorio. I loro diritti fondamentali e la loro dignità devono essere protetti e difesi. Un’attenzione speciale va riservata ai migranti bambini, alle loro famiglie, a quanti sono vittime delle reti del traffico di esseri umani e a quelli che sono sfollati a causa di conflitti, disastri naturali e persecuzioni. Tutti costoro sperano che abbiamo il coraggio di abbattere il muro di quella complicità comoda e muta che aggrava la loro situazione di abbandono e che poniamo su di loro la nostra attenzione, la nostra compassione e la nostra dedizione”.

La Chiesa, dopo il tweet di monsignor Ravasi, torna per la seconda volta in pochi giorni sul tema dei migranti. Queste parole resteranno inascoltate, coperte da slogan politici urlati con la bava alla bocca? C’è da temerlo, dato che siamo troppo preoccupati di essere privati di chissà quali diritti da bambini, donne incinte e cadaveri in fondo al mare.

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