Da suq ad area della legalità: il Colosseo secondo la neodirettrice Alfonsina Russo

Roma

E sul progetto del Consorzio dei Fori dichiara: “Sarebbe opportuno riprenderlo”

Piazza del Colosseo è un suq e anche su quello bisognerà lavorare innanzitutto per raggiungere l’obiettivo della legalità e poi per dare anche l’idea a chi arriva che l’Italia è un Paese civile”.

Sono parole di Alfonsina Russo che, nella sua prima uscita pubblica dopo la nomina alla direzione dell’area del Parco archeologico del Colosseo, oggi ha evidenziato, intervistata dai cronisti, l’urgenza di “istituire un tavolo tecnico con Prefettura, Questura e Comune” per risolvere la situazione. “È chiaro che non sono io a dover intervenire – ha precisato – ma è il Comune che con delle ordinanze deve sgomberare l’area e a ripristinare la legalità intorno al Colosseo”.

E poi c’è la questione delle file chilometriche per entrare al Colosseo, file che spesso scoraggiano i visitatori: “So che è in corso un bando per la bigliettazione – ha spiegato Russo – dunque va analizzato nelle diverse sfaccettature e dovrà essere analizzata poi la modalità per poter consentire una bigliettazione agevolata alle famiglie e anche agli anziani. Tutto questo per attrarre soprattutto i residenti, perché talvolta sono quasi respinti a causa delle lunghe file”.

Sarà un lavoro complesso per la direttrice che attende di prendere contatti con il Campidoglio. Già il nuovo parco archeologico voluto dal ministro Dario Franceschini aveva avuto un avvio particolarmente difficile, perché osteggiato dal Comune che aveva fatto ricorso al Tar, vincendolo. Poi il Consiglio di Stato ha ribaltato il verdetto. E ora, finalmente, con la nomina di Russo il parco archeologico è pronto a rinascere.

“Rispetto a prima – ha spiegato la direttrice – non cambia nulla di sostanziale, se non il fatto che l’area centrale viene estrapolata per darle più forza. Il Comune aveva fatto ricorso, ma l’obiettivo della riforma era di dare più forza all’area archeologica centrale e al Colosseo. È chiaro che un conto è un soprintendente che si deve occupare di tutela e di valorizzazione e di tutte le problematiche del Comune, un conto invece è un direttore che si concentrerà solo sulle criticità dell’area centrale”.

L’idea di Russo è quella di far tornare il Colosseo il vero cuore della città, restituendo un’area archeologica degna di questo nome non solo ai turisti, ma soprattutto ai residenti, ai romani che vivono quella zona come una parte ormai destinata solo ai turisti, come un “corpo estraneo” .

Russo ha parlato anche del Consorzio dei Fori, un grande progetto per il quale nel 2015 era stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra il ministro Franceschini e l’allora sindaco di Roma Ignazio Marino. Poi il progetto si è fermato: “Sarebbe opportuno riprenderlo, ma si vedrà come fare nelle modalità”.

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