Parigi, la giornata del dolore

Focus

Da ieri sera lo sgomento del mondo per gli attacchi terroristici che hanno colpito la capitale francese

Sono 129 i morti e oltre 300 i feriti di cui circa 80 in modo grave. E’ questo il momentaneo bollettino degli attacchi terroristici che ieri sera hanno sconvolto la città di Parigi. Un attacco terroristico diverso dai precedenti, concentrato sui luoghi di svago. Un ristorante, un teatro, un bar, lo stadio dove si stava svolgendo l’amichevole tra Francia e Germania. Sette gli attacchi in tutto, nessun obiettivo sensibile colpito, l’obiettivo era terrorizzare.

Sin dalle prime ore l’ipotesi dell’attacco terroristico ha preso piede, e la rivendicazione da parte dell’Is ne ha dato conferma. Subito è partita la solidarietà del mondo, a partire dai rappresentanti dei governi, gesti simbolici con i monumenti di molte città illuminati con il tricolore francese, ma soprattutto i molti cittadini scesi in piazza a manifestare la propria solidarietà al popolo francese.

La Parigi del giorno dopo è spettrale, non è la capitale viva che tutti conoscono. Il Presidente Hollande davanti alle telecamere è fermo: “Saremo spietati contro la barbarie dell’Isis”, anche se sin da ieri è evidente la paura che attanaglia i francesi e i loro rappresentanti. Sì perché non si può non aver paura davanti ad una follia del genere, ma subito dopo la paura il sentimento emerso è stato il coraggio, il non cambiare le proprie abitudini. Ci vorranno un po’ di giorni, ma Parigi, la Francia si rialzerà, così come si è rialzata il giorno dopo quel tragico 7 gennaio, così vicino e così lontano.

La Francia non è la sola ad essere sotto attacco, è il mondo intero ad essere attaccato. L’allerta è alta anche in Italia, dove tra poco meno di un mese inizierà il Giubileo. Attenzione sì, ma non allarmismo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rassicurato nella riunione con i capigruppo che per “l’Italia non ci sono minacce circostanziate“, anche se questa sarà una “sfida che durerà anni”.

 

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