Quelle parole eversive pronunciate da Luigi Di Maio su Raitre

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Di Maio ospite a “1/2 ora in più” evoca scenari da rischio democratico e parla di strani incontri con le forze dell’ordine

La strada che i Cinquestelle credevano lastricata d’oro verso il governo del Paese diventa ogni giorno di più un percorso a ostacoli, a quanto pare insormontabili. E più si allontana la prospettiva di un esecutivo a guida grillina, più crescono da quelle parti i segnali di un nervosismo che, per qualcuno, stanno facendo gettare la maschera a chi dopo il 4 marzo, pur di arrivare all’obiettivo, aveva provato a indossare il vestito buono.

E così, dopo il ritorno sulla scena di Beppe Grillo in persona, che qualche giorno fa era tornato a tuonare contro l’Euro e a vagheggiare di un “colpo di Stato all’inverso”, ieri è stata la volta del leader Luigi Di Maio, che ospite di Lucia Annunziata a 1/2 ora in più si è spinto a evocare scenari da rischio democratico.

 

“Non sta ancora succedendo – ha messo le mani avanti Di Maio – ma quello che vedo è un rischio per la democrazia rappresentativa. Io non minaccio nulla ma il rischio di azioni non democratiche può esserci”.

Non si capisce da dove Di Maio abbia tratto una tale certezza, fatto sta che la spiegazione data per affermazioni tanto pesanti è stata che “quando una forza politica come la nostra entra nella democrazia rappresentativa e ne condivide alcune regole, come il dialogare con gli altri, e poi riceve il due di picche allora il rischio è che cominci ad allontanarsi dalla democrazia rappresentativa”.

 

Chissà se abbia mai sfiorato Di Maio il dubbio che parole simili, pronunciate in un momento tanto delicato per il Paese, rischino quasi di sembrare un’imbeccata; fatto sta che le parole del capo dei pentastellati non sembrano aver raccolto reazioni particolarmente indignate, una circostanza che sembra confermare l’impressione che dai Cinquestelle, in fondo, è questo che ci si aspetta. Con buona pace del fatto che evocazioni del genere dovrebbero preoccupare sempre, e a maggior ragione se a pronunciarle è il numero uno di una forza in predicato di andare al Governo.

 

Ma le dichiarazioni sul rischio per la democrazia non sono state le uniche controverse pronunciate ieri da Di Maio su Raitre. L’altra affermazione quantomeno inquietante è stata, citiamo testualmente: “In questi giorni ho incontrato degli esponenti delle forze dell’ordine che hanno condotto una grande inchiesta che non possiamo dire ma che è arrivata alla ribalta nazionale. Dopo quell’inchiesta il loro nucleo è stato smembrato”. Il riferimento, neanche tanto velato, è al caso Consip.

Un’esternazione che ha spinto il deputato del Pd Stefano Ceccanti a presentare un’interrogazione ai ministri dell’Interno e della Giustizia, chiedendo “quali iniziative intendano assumere per verificare se vi siano state violazioni del principio della separazione dei poteri, della connessa neutralità delle forze dell’ordine e soprattutto della non ingerenza su indagini giudiziarie in corso”.

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