Partito ZTL o partito del populismo liberal?

Focus

Ecco il vero bivio per Martina e Zingaretti

Saranno Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti a sfidarsi alle primarie del 3 marzo. Se Maria Saladino e Dario Corallo hanno intercettato solo pochi voti di militanti che volevano premiare il giovane e la donna outsider, la candidatura di Francesco Boccia a segretario nazionale ha per la prima volta fatto uscire il Partito Democratico dalla dicotomia populismo/antipopulismo. Nel Mezzogiorno la mozione “A porte aperte” ha ottenuto ottimi risultati proprio in quelle aree dove il consenso al Movimento 5 stelle alle scorse elezioni politiche era stato molto forte.

Gli iscritti che hanno scelto Boccia rifiutano l’idea di un Partito autoreferenziale, ossessionato dalla politica delle “disalleanze”, infatti l’entrata in campo di Giachetti ha costretto sia Martina che Zingaretti a pronunciare la frase “con i 5 stelle mai” che presuppone o un accordo non necessariamente maggioritario con la destra berlusconiana o la condanna del PD all’opposizione fino al 2028.

IL PD di Francesco Boccia è populista, nell’accezione classica del termine, cioe’ piu’ vicino al popolo che alle elite, ma di un populismo liberal come rivendicato da Obama tre anni fa.

Superare il partito ZTL, che parla solo a chi ce l’ha fatta, nella consapevolezza che il successo non sia sempre frutto del talento ma dipenda da fattori occasionali e casuali e costruire un partito capace d’interpretare il disagio, di difendere con la stessa intensita’ non solo le liberta’ civili, ma tutte le liberta’ rooseveltiane: la liberta’ dal bisogno e la liberta’ dalla paura.

La mozione Boccia è la piu’ radicale nei contenuti, sull’ambiente ha proposto la completa decarbonizzazione del Paese in un decennio, sulla scuola istituti aperti tutto il giorno da Nord a Sud e la valorizzazione della capacita’ didattica degli insegnanti, sul lavoro il superamento del Jobs act e la redazione di un manifesto per tutelare i nuovi cottimisti che soffrono le iniquita’ del capitalismo digitale, sull’Europa non solamente un generico appello agli Stati Uniti d’Europa, ma la creazione di un bilancio autonomo della Zona Euro e un Fondo per l’occupazione con le risorse per intervenire sulla disoccupazione giovanile in particolare nei Paesi mediterranei.

Ora Maurizio Martina e Nicola Zingaretti sono di fronte ad un bivio: competere in uno spazio politico neorenziano, attraverso il progetto di Carlo Calenda di una lista europeista che metta insieme moderati e progressisti, oppure archiviare il Partito ZTL e scegliere il populismo liberal di Francesco Boccia come collante di un PD unito gia’ alla Convenzione Nazionale di domenica prossima all’Ergife.

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