La Pasqua del Papa contro “chi divora il sangue dei poveri”

Focus

Domani durante la Via Crucis il Pontefice si scaglierà contro la tratta di esseri umani

“La nostra società proclama l’uguaglianza in diritti e dignità di tutti gli esseri umani. Ma pratica e tollera la disuguaglianza. Ne accetta perfino le forme più estreme. Uomini, donne e bambini sono comprati e venduti come schiavi dai nuovi mercanti di esseri umani. Le vittime della tratta sono poi sfruttate da altri individui. E infine gettate via, come   merce  senza  valore.  Quanti   si fanno ricchi   divorando la carne e il sangue dei poveri!”. Sono queste le parole di una delle meditazioni (XI stazione, ‘Gesù è inchiodato sulla croce’), contenute nelle Meditazioni per la Via Crucis che si celebrerà come da tradizione al Colosseo e sarà presieduta da Papa Francesco. Quest’anno i testi della Via Crucis son stati affidati a suor Eugenia Bonetti, religiosa impegnata da molti anni nella lotta control a tratta delle giovani e giovanissime ragazze spesso provenienti dall’Africa e costrette a prostituirsi sulle strade italiane.

Le congregazioni religiose femminili, già da alcuni anni, hanno da tempo dato vita a una rete mondiale contro la tratta delle persone e cercano non solo di salvare quando è possibile le ragazze dalle strade strappandole al controllo delle organizzazioni criminali, ma anche di lavorare nei Paesi d’origine e di transito in cui le giovani donne sono vittime di diversi racket mafiosi, dell’ignoranza e della povertà. Suor Eugenia  è da tempo un simbolo di questo impegno cristiano, civile e politico; per questo dall’indicazione del suo nome da parte del Papa per la Via Crucis, si può comprendere molto del magistero di Francesco.

Giovani disoccupati e migranti i crocifissi del nostro tempo

La tratta di esseri umani, si spiegherà durante la Via Crucis al Colosseo, “è un crimine contro l‘umanità”; inoltre, nel corso della celebrazione, parole chiare saranno anche pronunciate sul significato dell’appartenenza cristiana in quest’epoca (per non dire del ruolo della politica). “Signore Gesù – si legge infatti nei testi scritti da suor Eugenia – è facile portare il crocifisso al collo o appenderlo come ornamento sulle pareti delle nostre belle cattedrali o delle nostre case, ma non è altrettanto facile incontrare e riconoscere i nuovi crocifissi di oggi: i senza fissa dimora, i giovani senza speranza, senza lavoro e senza prospettive, gli immigrati costretti a vivere nelle baracche ai margini della nostre società, dopo aver affrontato sofferenze inaudite”. “Purtroppo – prosegue li testo – questi accampamenti, senza sicurezza, vengono bruciati e rasi al suolo insieme ai sogni e alle speranze di migliaia di donne e uomini emarginati, sfruttati, dimenticati”.

“Mentre nel mondo si vanno alzando muri e barriere – osserva ancora la religiosa nelle sue Meditazioni –  vogliamo ricordare e ringraziare coloro che con ruoli diversi, in questi ultimi mesi, hannorischiato la loro stessa vita, particolarmente nel Mar Mediterraneo, per salvare quella di tante famiglie in cerca di sicurezza e di opportunità. Esseri umani in fuga da povertà, dittature, corruzione,schiavitù”.

D’altro canto è di nuovo una Pasqua impegnativa, di passione, di giornate intense e a volte critiche quella vissuta dalla Chiesa e dal Papa. Francesco non piace al montante fondamentalismo politico e religioso e al rigurgito nazionalista e autoritario che sta stritolando Paesi e governi in varie parti del mondo. Non a caso altri fatti, non proprio edificanti, hanno scosso li Vaticano a ridosso della settimana santa. La fuoriuscita degli ‘appunti’ dell’ex pontefice Joseph Ratzinger, la loro pubblicazione pressoché simultanea su varie testate conservatrici e non in America e in Europa, aveva un solo scopo: mettere in discussione l’autorità del vescovo di Roma usando e strumentalizzando la figura dell’anziano papa emerito. Ma a farne le spese, anche sotto il profilo della credibilità, è stato il novantaduenne Joseph Ratzinger, autore più o meno solitario – poco importa – dello scritto in questione, in cui si proclamano teorie bizzarre sugli abusi sessuali nella Chiesa (figli della rivoluzione dei costumi del ’68 e dei mutamenti intervenuti nella Chiesa dopo il concilio Vaticano II; ipotesi prive di base statistica, storica e giudiziaria).

Il rogo di Notre Dame per attaccare il Papa

Le frange ecclesiali ultratradizionaliste (appoggiate da ambianti vicini alla Casa Bianca) che negli Stati Uniti e in Europa vedono come il fumo negli occhi papa Francesco, adoperano non di rado fragili argomentazioni; è quanto è avvenuto  per esempio nel caso del rogo di Notre Dame in occasione del quale il Pontefice è stato accusato di aver trovato il tempo per incontrare la giovane attivista ambientalista Greta Thunberg in piazza San Pietro ma non per andare a pregare nei pressi della cattedrale di Parigi in fiamme; altrove, sui siti internet della galassia dell’estremismo cattolico e politico e sui social, si facevano strada deliranti teorie circa la natura dell’incendio di Notre Dame in realtà collegato all’apocalisse e comunque simbolo del crollo della fede di cui il papato attuale sarebbe in parte responsabile. Amenità e eccessi di frange esacerbate ma di cui non va sottovalutata in assoluto la pericolosità politica.

Nel frattempo Francesco ha cominciato a presiedere riti della settimana santa; durante la messa del crisma del giovedì santo, è tornato a mettere sotto accusa il “clericalismo”, quale male che affligge una Chiesa troppo spesso autoreferenziale, riversa su sé stessa e sul proprio interesse.  Nel pomeriggio poi, il Papa ha celebrato la messa in Coena Domini con la cerimonia della lavanda dei piedi, nella Casa circondariale di Velletri , vicino Roma, insieme a detenuti e guardie penitenziarie.

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