Pasticcio nel #RedditoDiCittadinanza: la legge contiene un errore

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Una brutta figura per il governo gialloverde che dovrà correre ai ripari, anche se i tempi sono stretti

Forse la fretta, forse una svista o può darsi sia stata la misteriosa manina? Sta di fatto che un errore nel testo di legge sul reddito di cittadinanza rischia di far slittare l’assegno.

“La legge 26 che istituisce il reddito di cittadinanza è sbagliata. All’articolo 2 comma 4, laddove si fissa la scala di equivalenza per calcolare quanto spetta a ciascuna famiglia, Camera e Senato hanno votato – e con tanto di fiducia – il 21 e 27 marzo un testo pasticciato”.

Un articolo di Repubblica precisa che la legge 26/2019 che istituisce il reddito di cittadinanza contiene un errore che potrebbe far slittare l’assegno. Il testo — legge dello Stato dal 29 marzo, giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale numero 75 — di fatto esclude dal sussidio i componenti maggiorenni diversi da chi ha fatto domanda di reddito. Riservandolo solo ai minori e appunto ai disabili. Un’assurdità da correggere in fretta. Non la sola, visto cheil modulo di domanda riscritto dall’Inps il 2 aprile e messo online, dopo l’approvazione della legge per recepirne le novità, riporta curiosamente il beneficio economico come doveva essere. E non com’è, legge alla mano.

L’Inps dovrà ritirare il modulo. Fermare le nuove richieste. E bloccare, fino a modifiche della norma incriminata, l’esame delle 854 mila domande arrivate sin qui. Entro il 15 aprile avrebbe dovuto decidere quante accettarne e quante respingerne. Oltre a comunicare agli interessati l’importo da erogare entro fine mese sulla card. Impossibile con la scala di equivalenza impazzita, diventata legge a dispetto di ogni intenzione. Il processo a questo punto si paralizza.

Una brutta figura per il governo gialloverde che dovrà correre ai ripari, anche se i tempi sono stretti.

 

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