Latte, la rabbia dei pastori arriva a Montecitorio. Ecco perché protestano

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Nelle ultime settimane il prezzo del latte è sceso addirittura a 55 centesimi al litro, un livello insufficiente anche solo a coprire le spese

Nulla di fatto dopo l’incontro tra i pastori della Sardegna e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Già stamattina i pastori sono tornati in piazza, non solo sull’isola ma anche a Roma, davanti alla sede del Parlamento. Hanno manifestato al presidio organizzato dalla Coldiretti, dove sono presenti anche gli agricoltori pugliesi che denunciano la loro situazione gravissima: “A causa delle gelate e della Xylella, che avanza inarrestabile distruggendo milioni di ulivi in Puglia, abbiamo avuto un calo del 70% della produzione di olio nella nostra regione, con punte del 90%”, ha detto Savino Muraglia, presidente della Coldiretti Puglia, aggiungendo che “la Xylella attanaglia il territorio del Salento e non colpisce solo l’olivicoltura, ma anche il turismo e quindi servono risposte da parte del governo”.

Ad intervenire su questo fronte ci pensa l’ex ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che dice: “Ci sono delle risorse. Ricordo che abbiamo lasciato 5 milioni di euro che non stati ancora spesi in particolare per la questione pugliese. Chiedo alla Regione di spenderli e di utilizzarli a supporto degli ulivicoltori”. “Si passi dalle parole ai fatti in Parlamento per lavorare a tutela dei lavoratori”, conclude Martina.

Una situazione incandescente che arriva direttamente dentro Palazzo Chigi e che deve essere affrontata subito: i pastori sono stati infatti molto chiari, se così non fosse, bloccheranno le elezioni previste in Sardegna per il 24 febbraio prossimo. Non solo non eserciteranno il loro diritto di voto ma impediranno a chiunque di partecipare. Un precedente pericoloso che non può essere sottovalutato.

Perché protestano?

La protesta dei pastori è cominciata alcuni mesi fa ma solo da pochi giorni l’attenzione mediatica è riuscita a farla diventare una questione nazionale. Tanti, tantissimi hanno espresso il loro sostegno alla lotta e stanno contribuendo a trovare una soluzione condivisa, anche se difficile. E le proteste si intensificheranno nei giorni prossimi.

Le richieste degli allevatori sono chiare: latte che viene venduto all’industria casearia deve essere pagato di più. Nelle ultime settimane il prezzo è sceso addirittura a 55 centesimi al litro, un livello insufficiente anche solo a coprire le spese. Non è la prima volta che accade. Nel 2016 il prezzo del latte era pari a 1,20 euro al litro. Poi il crollo: 60 centesimi nella prima metà del 2017 una lenta risalita a 85 tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Oggi si è di nuovo ritornati ai minimi. Perché?

Il prezzo del latte è legato a doppio filo con quello del Pecorino Romano Dop dato che il 60% del latte prodotto dai pastori sardi viene destinato proprio a questo mercato. Per evitare che il prezzo del Pecorino Romano subisca pesanti oscillazioni, annualmente vengono stabilite delle quote. Questo, in teoria, dovrebbe mettere al riparo tutta la filiera, ma in realtà – secondo quanto denunciato dai pastori – data le sanzioni basse, sono in molti a violare le regole. Il mancato rispetto delle quote e la sovrapproduzione che ha caratterizzato il Pecorino negli ultimi anni hanno fatto calare i prezzi della materia prima necessaria per farlo, il latte appunto, con conseguenze pesantissime per i pastori che adesso non riescono più a far quadrare i conti.

“Seguo con molta attenzione la tematica della filiera ovicaprina, strategica per il Lazio. Ho appreso della volontà del ministro Centinaio di incontrare i pastori sardi e ritengo fondamentale che il ministro istituzionalizzi un tavolo nazionale sulla intera filiera ovicaprina, aperto anche alle altre Regioni interessate”, dice Nicola Zingaretti. “Penso al Lazio, alla Toscana e alla Sicilia. Per quanto ci riguarda, convocheremo domani in Regione le associazioni di categoria e le imprese di trasformazione per ragionare su una strategia unitaria e di sistema, da proporre al Governo, per risollevare le sorti di un settore vitale per il tessuto produttivo del nostro Paese”, conclude il presidente della Regione Lazio e candidato alla segreteria Pd.

Sull’argomento leggi anche Come rispondere alla rabbia dei pastori sardi

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