Pd – M5Stelle, la trattativa continua ma si complica

Focus
Zingaretti Di Maio, pd, 5 stelle

Cena Zingaretti e Di Maio. Il leader pentastellato rilancia Conte premier. Il segretario dem rifiuta e chiede discontinuità. Grillini divisi: c’è chi ha già nostalgia di Salvini.

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si sono incontrati ieri, in tarda serata, nella casa del sottosegretario del M5s Vincenzo Spadafora. Durante il confronto, il leader pentastellato ha posto come condizione che un eventuale governo Pd-M5S sia guidato dal primo ministro uscente Giuseppe Conte.

Grillo loda Conte e insulta Renzi e il Pd

Non a caso, poco prima, il fondatore e ‘garante’ del Movimento Beppe Grillo aveva lanciato il suo forte assist a Conte premier anche in un futuro governo con il Partito democratico, definendolo uno degli “Elevati” d’Italia. Grillo, nello stesso post, aveva poi continuato la sua incessante campagna di insulti verso il Pd, e in particolare contro Matteo Renzi.

Zingaretti: no a un Conte bis, ci vuole discontinuità

Da parte di Zingaretti c’è stato un rifiuto dell’aut-aut grillino, e non per ragioni personali verso Conte. Il segretario dem ha ribadito quello che già più volte aveva detto in pubblico: ci vuole “discontinuità“. Pur rimanendo ciascuno sulle proprie posizioni, il clima del colloquio è stato cordiale e gli incontri fra Pd e 5 Stelle dovrebbero continuare.

La politica dei ‘due forni’ continua?

Al di là dei punti programmatici, i cinque posti dal Pd e i dieci dei cinquestelle, rimane da verificare quanto davvero sia chiuso il ‘secondo forno’, quello della trattiva M5S e Lega. Ieri, al termine dell’incontro pomeridiano tra la delegazione M5S e quella Pd, il capogruppo grillino alla Camera Francesco D’Uva aveva dichiarato che non c’erano “altri tavoli e confronti con altre forze politiche” e, qualora fallisse la trattativa del Pd, l’alternativa sarebbe stata il voto.

In realtà, esponenti di primo piano dei 5 Stelle, come Di Battista e Paragone, parteggiano chiaramente per un ritorno al governo con la Lega, ed è difficile capire l’attuale posizione di Grillo e Casaleggio: giocano solo ad alzare la posta in palio col Pd oppure alzano la posta col Pd per lanciare messaggi distensivi a Salvini, che, dal canto suo, ha già fatto, e più volte, marcia indietro dicendosi disposto a un nuovo matrimonio con i grillini?

Oggi, sul quotidiano La Repubblica, la vice segretaria Pd Paola De Micheli ha rimarcato proprio questo punto: “Noi Dem abbiamo cominciato a lavorare in modo positivo, ma ora siamo in attesa di sapere se è sciolto il nodo politico, ovvero se hanno scelto in via definitiva che il dialogo per loro è solo con il Pd e con le forze del centrosinistra“.
E alla domanda: Temete che la tattica grillina sia sempre quella del doppio forno: sia con la Lega sia con il Pd?, De Micheli ha risposto così: “Alla nostra richiesta di chiarimento non hanno risposto. Noi sentiamo l’urgenza: il presidente Mattarella ha detto che occorre arrivare velocemente a una conclusione. Il Pd ha già convocato i gruppi di lavoro in questo fine settimana“.

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