Il Pd e l’alleanza repubblicana

Focus

Ha senso costruirla, ma non basta unire esponenti del ceto politico in nome dell’opposizione all’attuale esecutivo

Il Pd dovrebbe ridefinire giorno dopo giorno la propria idea dell’Italia e del suo futuro. Ecco: costruire una più ampia alleanza repubblicana ha senso se ciascuno dei soggetti coinvolti, mettendo a fuoco un’idea di Paese, contribuisce all’elaborazione altrui, fungendo da stimolo e da sprone. Dovrebbe così crearsi un circolo virtuoso.

Non basta unire esponenti del ceto politico in nome dell’opposizione all’attuale esecutivo; quegli esponenti però, se riuscissero a collegarsi con le spinte della società, forti della loro condizione di eredi di grandi tradizioni, potrebbero fornire un contributo prezioso all’elaborazione politica e culturale volta all’alternativa.

Qualche esempio. In Irlanda l’esito del recente referendum condurrà a legalizzare l’interruzione volontaria della gravidanza. L’obiettivo vero è di non abbandonare tante donne a un destino di solitudine e di sofferenza, di non relegarle più alla clandestinità o a penosi spostamenti altrove. Quel referendum, dunque, contribuisce a un’idea di Paese solidale: regole chiare e umane, come è noto, aiutano a prevenire e a ridimensionare il dramma dell’aborto. Dublino ha scelto di perseguire la modernizzazione ispirandosi ai principi di libertà, solidarietà ed equità.

In Spagna, poi, si va faticosamente aprendo un nuovo ciclo politico, carico di incognite e di insidie, è vero, ma anche di potenzialità. E Pedro Sánchez, leader socialista e neopremier, prova a delineare dal canto suo un’idea del Paese iberico, all’insegna ad esempio della laicità delle istituzioni.

Non tutto può essere affidato, qui da noi, alle alchimie interne ai dem, ai loro passaggi statutari, pur importanti, o alla “ragion di partito”. Vi è un’Italia che ha una percezione di sé e del proprio avvenire assai distante da quella dell’attuale maggioranza di governo, e che però fatica a darsi una prospettiva, a delineare un quadro diverso, a costruire un’alternativa.

Certo, vi sono interessi e “ricette” dissimili, che non di rado si pongono in conflitto. Tuttavia non è dall’esclusione che nasce “il nuovo”, bensì dalla capacità di coinvolgere e di valorizzare il contributo di coloro che provano ad attualizzare i motivi ispiratori della nostra Repubblica.

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