Pd, dagli enti locali la nuova classe dirigente

Focus

La linfa vitale della democrazia sono i comuni, senza l’animarsi della vita democratica “dal basso“ i vertici delle istituzioni, come il Parlamento e gli altri organi costituzionali, inaridirebbero

La possibilità di indicare l’attuale sindaco di Milano come candidato Premier per il Pd e la sua risposta di indisponibilità ripropongono i temi della classe dirigente, della democrazia dal basso e dell’ingessatura dei vari livelli istituzionali. Il nostro sistema democratico si nutre della linfa che mette a disposizione delle istituzioni la vitalità del sistema degli enti locali.

I comuni ma anche le province, a cui occorre restituire il voto diretto dei cittadini e forza a livello di potere e di risorse dimagrendo pesantemente le regioni, sono la prima linea delle istituzioni con i cittadini. Attraverso la partecipazione alla vita democratica del comune si formano i cittadini , “imparano” la democrazia , si interessano della città e dei suoi problemi e diventano comunità, si organizzano , partecipano alla vita delle istituzioni democratiche come elettori e come amministratori.

La linfa vitale della democrazia sono i comuni, senza l’animarsi della vita democratica “dal basso“ i vertici delle istituzioni, come il Parlamento e gli altri organi costituzionali, inaridirebbero. Questo sistema virtuoso deve essere difeso e rafforzato secondo il principio di sussidiarietà: tutti i poteri agli Enti più prossimi ai cittadini (comuni e province). Alle altre istituzioni “superiori” come regioni e stato deve essere attribuito solo ciò che non può essere svolto da comuni e province.

La classe dirigente si forma alla scuola delle autonomie locali e tuttavia rimane ingessata e bloccata perché rimane inibito il passaggio o per meglio dire il moto ascensionale di chi ha amministrato e che per il suo valore sia chiamato a ruoli nazionali. sindaci ma anche Presidenti di regione (prima anche Presidenti di province) non possono lasciare il loro incarico per assumere altri ruoli pena lo scioglimento degli enti da loro guidati. Sono un’ingessatura e uno sperpero di preziosa classe dirigente che si è formata alla migliore scuola politica, quella delle autonomie locali.

Il Pd della provincia di Latina ha sempre sostenuto con convinzione questa linea e questa impostazione della crescita dal basso. Da tempo un gruppo di lavoro sensibile ha avanzato negli anni delle proposte nel partito e nelle istituzioni. Ricordo la proposta di legge presentata in Senato nella scorsa legislatura che mi vedeva primo firmatario per l’elezione diretta di un ticket alle elezioni comunali , ossia sindaco e vice sindaco (con differenti generi per le due candidature), insieme alla possibilità del
sindaco di assumere altri incarichi consentendo al vice sindaco di portare a scadenza naturale la consiliatura, evitando così lo scioglimento.

È un modello utilizzabile anche per l’elezione diretta del vertice della regione e aggiungo delle future elezioni provinciali che auspico rivedano i cittadini protagonisti come elettori. Il Pd deve essere la forza che innalza questa bandiera di cambiamento al servizio delle nostre istituzioni democratiche e della qualità della politica.

Vuoi ricevere Democratica sulla tua email?

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Ricevi le notizie di Democratica una volta al giorno direttamente nella tua email.

Vedi anche

Altri articoli