Congresso, parliamo dell’Italia

Focus

Chiederò ai candidati di impegnarsi insieme, giorno per giorno, nella battaglia di opposizione. A cominciare dal contrasto a una legge di stabilità sbagliata e pericolosa

Con lo scioglimento dell’assemblea nazionale ha avuto finalmente inizio il congresso del Partito Democratico. Un congresso importante che arriva dopo una sconfitta elettorale netta e dolorosa.

Abbiamo bisogno di discutere e confrontarci a fondo sulle ragioni di un risultato così duro, arrivato dopo 5 anni di governo nei quali abbiamo cercato di cambiare l’Italia. Anni di riforme e di risultati che sarebbe sbagliato non rivendicare, perché hanno migliorato, e non poco, le condizioni del paese. Ma che non sono stati sufficienti a convincere gli italiani.

Naturalmente sulle cause di questo insuccesso abbiamo analisi e letture differenti e avremo in questi mesi il tempo di approfondire la riflessione.

Ma quello che mi sento di dire a tutti i candidati e ai nostri iscritti ed elettori è che c’è una cosa che davvero non possiamo permetterci: chiudere la nostra comunità in una discussione tutta interna e incentrata esclusivamente sul passato. Perché fuori da noi c’è un mondo che ha cominciato a reagire alla brutalità degli argomenti e delle azioni di questo governo: lo dimostrano le tante piazze che in questi mesi hanno cominciato a riempirsi. Lo racconta la forza di un movimento studentesco che si anima della passione e voglia di cambiamento di quei giovani spesso raccontati come disinteressati e passivi.

Ma non ce lo possiamo permettere anche perché abbiamo di fronte una battaglia durissima per salvare l’Europa. Il nostro partito va sicuramente cambiato radicalmente nelle sue modalità di funzionamento. E deve senz’altro aggiornare la sua visione, correggendo gli errori del passato. Ma riusciremo in questa ambiziosa missione solo se lo faremo nel fuoco di queste durissime battaglie politiche.

Per questo il congresso non può essere solo il luogo di una autoreferenziale discussione tra noi, ma deve essere il primo momento per stringersi agli altri, per mettersi al servizio di chi è disposto a dare una mano, dentro ma anche fuori il Pd.

Quando, con l’approvazione del regolamento, le candidature saranno formalizzate ufficialmente, chiederò ai candidati di impegnarsi insieme, giorno per giorno, nella battaglia di opposizione. A cominciare dal contrasto a una legge di stabilità sbagliata e pericolosa. E chiederò loro di venire a dare una mano nelle tre regioni –Abruzzo, Basilicata e Sardegna- che andranno al voto durante il nostro congresso. E, naturalmente, di cominciare a impostare la sfida europea.

La stessa cosa chiederò ai nostri meravigliosi militanti, perché su questi temi il Pd deve dimostrarsi unito e presente. Anche e soprattutto nei mesi del congresso.

Già questo sarebbe un primo importante passo avanti.

Vedi anche

Altri articoli