Ore decisive per la scelta di Minniti

Focus

Irritazione di Minniti nei confronti di Renzi, che non scopre le carte

C’è comprensibile attesa per la decisione di Marco Minniti, se ritirarsi o insistere sulla sua candidatura. E in queste ore dai suoi sostenitori viene avanti un forte pressing a non mollare e comunque a scegliere in poco tempo. Da parte sua l’ex ministro dell’Interno punta a rendere visibile il sostegno dei parlamentari dem alla sua candidatura. Sono ore decisive nelle quali si lavora ad un chiarimento di fondo.

Minniti negli ultimi giorni si è irritato per lo scarso supporto di Matteo Renzi e dei parlamentari a lui vicini. Soprattutto è molto preoccupato dall’eventualità che Renzi possa creare un nuovo soggetto politico uscendo dal Pd e lasciando l’ex ministro dell’Interno in una situazione d’imbarazzo, dato che questi si è detto disposto a correre per unire il Pd e non certo per misurarsi subito con una nuova scissione. Scissione che ovviamente Renzi non ha mai confermato. Eppure nelle ultime ore le voci si rincorrono, comprese quelle che raccontano di una possibile accelerazione della nascita di una “Cosa” renziana in vista delle elezioni europee.

Giacomelli: “Decida in fretta”

Uno dei supporter dell’ex ministro, Antonello Giacomelli, ha dichiarato: “Quello che  non possiamo fare è trascinare una situazione indefinita fino alle ore a ridosso della scadenza per la presentazione delle candidature. Quindi credo che se nella giornata di oggi non ci sono fatti espliciti e conclusivi, da domani, nel rispetto di tutti ma soprattutto nell’interesse stesso del Pd, servirà ragionare su un nuovo assetto del Congresso”.

Ricci: “C’è bisogno di Renzi”

 

Renzi: “Non mi occupo del congresso”

Oggi a Bruxelles a margine di suoi incontri con diversi esponenti, dal socialista Timmermans alla liberale Vestager, è stato lo stesso ex premier a dire sbrigativamente: “Minniti irritato? Come sapete non mi occupo del congresso Pd”.

Zingaretti all’attacco

Il governatore del Lazio vuole vederci chiaro e spera che “qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd, giocando a un gioco macabro. Per il Pd sono preoccupato e allarmato. Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd e stia giocando a un gioco macabro. Non dobbiamo permetterlo. Il Pd va cambiato, non picconato con le furbizie. Distruggerlo ora o puntare a dividere credo sia un immenso regalo al M5s e Salvini”. Poi Zingaretti traccia la linea che a suo avviso deve seguire il congresso: “Le difficoltà del governo devono portare a essere più seri e responsabili. Vedo masse immense di persone che vogliono combattere: non si può sputare in faccia alle speranze, alle ansie, alle passioni di milioni di persone che vogliono voltare pagina. Siamo dentro a un congresso che ha questo obiettivo. Io farò di tutto per cambiare, allargare, rilanciare il Pd e farne il perno dell’alternativa – ha concluso – Non vorrei che proprio perché questo sta avvenendo qualcuno possa averne paura”.

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