Il voto in Basilicata: vince la destra, crolla il M5s. Pd in ripresa

Focus

Le quattro liste riconducibili al Pd raggiungono il 23,1%. De Filippo: “Si è accorciata la distanza con il centrodestra rispetto alle regionali in Abruzzo e in Sardegna”

Le elezioni regionali in Basilicata hanno visto vincere il centrodestra con Vito Bardi. Una vittoria che mette fine a 25 anni di governo del centrosinistra in regione. Una sconfitta elettorale che però mostra, dopo Abruzzo e Sardegna una vitalità del centrosinistra e del Pd in particolare. Sì, perché senza fare proclami o voler esultare per una sconfitta c’è una tendenza positiva.

Come ci spiega Vito De Filippo, che della Basilicata è stato presidente dal 2005 al 2013, “si è accorciata la distanza con il centrodestra rispetto alle regionali in Abruzzo e in Sardegna”. Nonostante le difficoltà del momento, il centrosinistra in queste settimane ha rosicchiato voti al centrodestra passando dai 16,7 punti percentuali di distacco in Abruzzo e dai 14,9 in Sardegna, ai 9,1 punti percentuali in Basilicata.

Se però ci concentriamo sui voti ai partiti, si può notare come il Pd sia in netta ripresa. Erano infatti quattro le liste riconducibili ai dem. Oltre alla lista Comunità Democratiche – Partito Democratico, che ha raccolto il 7,8%, vanno sommati i voti di Avanti Basilicata capeggiata dall’ex presidente Marcello Pittella che ha raccolto l’8,6%. C’è poi la lista Basilicataprima capeggiata dal dem Piero Lacorazza che si è fermata al 3,4% e la lista del presidente Trerotola, ricca di amministratori dem, che ha raccolto il 3,3%. Dunque se si sommano le quattro liste si raggiunge il 23,1%, in termini assoluti oltre 66.000 voti, circa cinquemila in più di quanto conquistò il centrosinistra alle politiche del 2018, quando votarono circa 30.000 persone in più. La conferma di questo dato del Pd è che tutti e quattro gli eletti al consiglio regionale sono democratici.

Entrando più a fondo nell’analisi del voto come ci spiega De Filippo i motivi del risultato sono vari: “La tempesta giudiziaria che da mesi si è abbattuta sull’ex presidente Pittella ha influito sul risultato. C’è poi il protagonismo di Salvini, che per quasi due settimane è stato in Basilicata girando dai centri più grandi a quelli più piccoli, un’attenzione premiata dagli elettori”. Ma nel risultato hanno influito molto anche i temi nazionali, “il ministro dell’Interno nel suo tour lucano ha parlato molto di temi nazionali: immigrazione, Ius Soli, grandi opere. La Basilicata e il futuro dei cittadini della regione sono stati trattati marginalmente nel suo tour elettorale. Ha sfruttato l’aria positiva intorno alla sua persona”. Niente che non fosse già successo nelle altre regioni dove si è votato, grande attenzione nella settimana precedente al voto, dimenticatoio dal giorno dopo.

Venendo al M5s, i grandi sconfitti delle regionali, è sempre l’ex presidente della regione ed ex sottosegretario ad analizzare il loro risultato: “Si proclamano primo partito, ma la verità è che sono passati dal 44,3% dello scorso anno ad un misero 20,3%. Sono più che dimezzati e questo dimostra come non siano più una forza credibile ad essere alternativi a Salvini”.

Dunque la vittoria di Salvini è evidente, così come è evidente l’arretramento di Forza Italia all’interno del centrodestra. Ma le regionali in Basilicata dimostrano una lenta e inesorabile crescita del Partito democratico e un nuovo bipolarismo centrodestra/centrosinistra con il M5s che arretra e fa da spettatore. Un punto da cui ripartire per costruire le future vittorie elettorali. La spinta propulsiva di Salvini sta iniziando a calare e le prossime competizioni elettorali potrebbero essere più aperte di quanto si possa pensare oggi.

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