Preoccupato il mondo produttivo, parla con l’interlocutore Pd

Focus
L'incontro di Zingaretti con i rappresentanti delle imprese

Zingaretti conclude il giro di orizzonte con tutte le parti sociali e illustra le ricette alternative alla politica della maggioranza gialloverde.

Per la prima volta abbiamo un partito come interlocutore”, dice uno dei partecipanti all’incontro di ieri del Pd con il mondo produttivo. La novità c’è. Dopo i sindacati Cgil, Cisl e Uil, incontrati nei giorni scorsi, ieri è toccato a una delegazione di dodici associazioni del mondo delle imprese a essere ricevute nella sede Pd.

È stato un incontro utile” ha dichiarato il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, mentre Mauro Lusetti di Alleanza delle cooperative ha osservato che “con questi incontri il Pd segna un cambio di atteggiamento rispetto agli ultimi anni, ritrovando un rapporto con chi rappresenta le organizzazioni del mondo del lavoro e delle imprese”.

Il segretario Zingaretti, il presidente Gentiloni e la delegazione Pd hanno sottoposto alle organizzazioni delle imprese i primi punti del programma: “Un’Europa forte che salva il pianeta. Crea nuovo sviluppo, lavoro, coesione sociale”. Si tratta di 15 punti programmatici per l’Europa che includono proposte qualificanti come l’indennità europea di disoccupazione, un piano straordinario di investimenti per il lavoro e l’innovazione, la proposta di aliquota minima europea al 18 per cento per contrastare la concorrenza sleale delle imprese che fanno dumping fiscale. Il punto di partenza è la chiara e netta scelta europeista, l’idea che non esista alcuna possibilità di sviluppo che non passi per un rilancio del protagonismo italiano in Europa.

L’incontro è stato segnato dalla preoccupazione per il Def in discussione, ma anche per le previsioni di crescita per l’Italia fatte dal Fmi, che confermano che “il governo non sta andando nella giusta direzione – ha sottolineato il segretario Pd Nicola ZingarettiCon questo governo l’Italia peggiora, c’è meno crescita, meno lavoro, meno fatturato per le imprese, meno fiducia in chi produce e consuma”.
Secondo il segretario dem “le grandi questioni da affrontare sono sul tema dello sviluppo contro il dumping fiscale, un piano straordinario di investimenti per il lavoro, l’innovazione, la scelta di uno sviluppo sostenibile. Per farlo serve un’Europa più forte e dare forza e potere al Parlamento europeo”.

Zingaretti ha anche rimarcato la “pericolosissima marginalità in politica estera” del nostro Paese. “L’Italia – ha aggiunto – conta molto meno o quasi nulla negli scenari internazionali, serve nuova fiducia nel Paese e dall’estero nei confronti del Paese. Noi vogliamo cambiare questo governo perché
il mondo produttivo lo vivrebbe come una svolta. Vogliamo costruire l’unica vera possibile risposta per fermare la deriva politica del Paese. L’Italia merita di più e noi vogliamo essere coloro che ricostruiscono una prospettiva possibile per il futuro del Paese”.

Anche il presidente del Pd Paolo Gentiloni è intervenuto sul ruolo internazionale dell’Italia: “Purtroppo viviamo una condizione di isolamento molto seria, di cui abbiamo avuto innumerevoli testimonianze in queste settimane, dalla discussione sulla Cina perfino alle consultazioni sulla Brexit. È un governo che ci ha messo ai margini dell’Unione europea”.

Gentiloni ha evidenziato come in queste elezioni europee la posta in gioco sia “piuttosto dirimente”. “Io credo – ha detto – che ci sia il rischio che il Paese venga condotto dall’essere ai margini dell’Europa a esserne fuori. E noi non possiamo fare i sonnambuli”.

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Indennità europea di disoccupazione

Aggredire la disoccupazione, vera ferita dell’Unione Europea che alimenta i vari sovranismi, è uno degli obbiettivi del programma Pd. Oggi ogni stato membro decide quali sussidi di disoccupazione adottare ma questo non solo non permette un’efficace azione comune ma rende più vulnerabili alcuni cittadini europei rispetto agli altri, poiché alcuni paesi possono trovarsi in crisi e a corto di fondi pubblici. “Vogliamo dare vita a uno specifico bilancio dell’eurozona – si legge nella bozza di programma – per perseguire politiche anticicliche sostenendo il lavoro e gli investimenti nei paesi in recessione”.
L’erogazione di una indennità europea di disoccupazione, quindi, avrebbe una funzione di stabilizzazione comune “con una dotazione pari allo 0,5% del Pil dell’area euro, e gradualmente rafforzarsi di pari passo con lo sviluppo di specifiche risorse proprie di bilancio”.

 

Piano straordinario di investimenti

Nella bozza di programma del Pd per le elezioni europee del 26 maggio c’è il piano straordinario di investimenti in capitale umano, ricerca, infrastrutture, energie rinnovabili e welfare, orientato all’innovazione e alla sostenibilità ambientale e sociale.
Si legge nella bozza: “occorre costruire una sinergia tra il nuovo programma InvestEu, i fondi e i programmi europei per la ricerca, l’innovazione, le infrastrutture e la coesione, le politiche economiche e di bilancio nazionali e le regole che le disciplinano, la Banca Europea per gli Investimenti, la Bce e il Meccanismo Europeo di Stabilità”.

 

Aliquota minima europea al 18 per cento

Per il Pd “occorre contrastare l’evasione, l’elusione e il dumping fiscale. I profitti delle grandi multinazionali, a partire da quelle dell’economia digitale, vanno tassati dove sono effettivamente realizzati e non spostati artificialmente in giurisdizioni a bassa tassazione”.
In particolare, per superare il dumping fiscale (il ribasso di aliquote e pressione da parte di uno Stato per attrarre contribuenti ed investitori da altri Paesi), bisogna introdurre un’aliquota minima effettiva europea del 18% sulle imprese.

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