Da oggi Conte balla. E Di Maio piange

Focus

Come giocherà le sue carte Salvini? Tutto è possibile: la sua forza entra in contraddizione con il quadro attuale. E Di Maio dovrebbe dimettersi

All’una di notte il quadro del voto italiano si chiarisce e dice che Matteo Salvini vola oltre il 30%: un successo indiscutibile che apre seri interrogativi sul quadro politico. Salvini infatti vince mentre il suo alleato Di Maio esce dalle urne con le ossa rotte: il M5s perde 12, 13 punti rispetto alle politiche del 4 marzo e finisce terzo (probabilmente) dietro un Partito democratico che inverte la tendenza e supera bene l’asticella del 20%.

Il ministro dell’Interno ha dunque tutte le carte in mano. Come le giocherà? Probabile che all’inizio non faccia nulla di particolare, se non imporre la sua agenda al presidente del Consiglio. Ma presto potrebbe stancarsi di un premier che in fondo è stato indicato dai pentastellati, potrebbe rinunciare alle mediazioni e porre insomma, con le buone, il tema del cambio della guardia a palazzo Chigi. O addirittura potrebbe forzare e chiedere le urne per l’autunno, giocando (o facendo finta di) su due tavoli: un nuovo contratto con M5s o più probabilmente ricostruendo un centrodestra a trazione leghista-meloniana, con Berlusconi sostanzialmente portatore d’acqua.

Per Giuseppe Conte, in ogni caso, da lunedì si balla. Non può contare certo sul peso di un M5s fortissimamente ridimensionato. In qualunque partito normale, il leader di una formazione che perde in un anno milioni di voti si fa da parte. Non essendo chiare le dinamiche dei grillini c’è da dubitare che Di Maio intenda lasciare. Sarà dunque un “Capo politico” molto debole quello che da una parte dovrà trattare con Salvini e dall’altra parte riflettere sugli errori commessi.

Perché la sconfitta dei Cinque Stelle è una cosa molto seria. Non è un inciampo. E’ l’esito di una linea sbagliata che in concreto ha tradito certi valori originari e in fin dei conti ha portato frutti solo alla Lega.

Finire in terza posizione, per chi fino a 24 ore fa era il primo, è tremendo. Il sorpasso del Pd uno sfregio che il Movimento non si attendeva. Anche perché non pensavano che i Democratici fossero davvero in grado di riprendersi dalla sconfitta del 4 marzo.

Il problema è tutto della maggioranza, adesso. Di certo, il governo Conte è molto più fragile, – come ha detto Nicola Zingaretti -proprio mentre si avvicina l’ora della verità con la manovra economica d’autunno.

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