Ripartiamo dalle periferie, è lì che vivono i valori di cui dovremmo riappropriarci

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Io non so ancora che forma organizzativa il nostro partito dovrà darsi per riuscire a rappresentare tutto questo. Ma da un punto fermo penso che possiamo partire: vorrei che il popolo delle periferie tornasse a guardarci con affetto, e senza più ghigno

Di parole che hanno perso significato, di azioni annunciate che non hanno avuto seguito, di impegni presi e non mantenuti, è piena la storia della politica, è piena anche la storia della sinistra. Una delle espressioni che quando la usiamo fa aleggiare nell’aria il ghigno della diffidenza, è “ripartire dalle periferie”.

E in effetti se lo avessimo fatto davvero in questi ultimi decenni, per ogni volta che lo abbiamo annunciato, “ci avete abbandonato” sarebbe stato anch’esso un artificio retorico dei cittadini, ma invece in questo caso, le parole sono pietre. Come i fatti che sottendono.

Ma ‘sta volta è diverso. Come canterebbe Motta. Stavolta deve esserlo. E quando dico stavolta non mi riferisco ai titoli di questi giorni sul Pd che, ça va sans dire, “riparte dalle periferie”, ma al lavoro che nel nome del Partito Democratico, in alcune di quelle periferie, uomini e donne, ragazze e ragazzi, hanno iniziato a fare per noi. In questo caso a Roma, in questo caso a Tor Bella Monaca, ormai già tre anni fa.

Lì c’era un circolo “cattivo”. Di quelli che non apriva mai, di quelli finti, di tesserati sì, ma non certo di iscritti. Lo abbiamo chiuso. Come tanti così in tutta Roma. Se qualcuno si aspettava che chiudere la porta ai notabili, rinunciare ai loro pacchetti di voti, spesso sporchi, avrebbe portato il Pd a vincere poco dopo le elezioni, o non sa di che parla o fa finta di non capire.

Infatti è esattamente il contrario. Ma sono scelte. Si paga sicuramente un prezzo, ma poi si può riconquistare il proprio elettorato e un rapporto di fiducia con la propria base. Certo è un percorso di medio-lungo periodo, ci vorranno anni. Ma è la strada obbligata per chi sceglie la politica e non la propaganda.

Ecco, quelli che a Roma volevano bene al Pd scelsero consapevolmente la prima e si sono messi a ricostruire. Se oggi la segreteria nazionale del Pd sceglie di riunirsi a Tor Bella Monaca, stavolta non è solo per simboleggiare un importante cambio di passo anche a livello nazionale, ma anche per dire a questi uomini e queste donne grazie per il loro lavoro. Ed è la ragione per cui nel mio piccolissimo ho cercato in questi anni di dedicare tempo e impegno alle periferie della mia città.

Solo questa settimana, a Tor Bella Monaca, sono stato tre volte. E ogni volta provo a raccontarvi di queste strade e di questi volti. Di come, dove si annidano disagio e disuguaglianze, nascono delle storie di resistenza e di speranza che non aver considerato, sostenuto, valorizzato, resterà agli atti davvero come una delle nostre più grandi colpe.

Ieri giornata piena: sopralluogo con il comitato di quartiere ai Due Leoni, poi con quello di Villaggio Breda, infine con quello di Belvedere. E nel pomeriggio di nuovo in visita alla casa famiglia Pavoni a Tor Pignattara. Persone impegnate a fare il bene della comunità: c’è chi vorrebbe che tutti i cittadini abbiano diritto a strade sicure, decoro urbano, spazi verdi per i propri bambini. C’è chi bambini non ne ha ma lotta ugualmente per quelli degli altri. E c’è chi combatte la fame della povera gente, degli immigrati, dei senza tetto, con raccolte alimentari e assistenza.

Collaborano tutti: dal cittadino che pulisce da solo il parco sotto casa, al volontario che raccoglie la frutta invenduta per la casa famiglia. Magari non si conoscono, magari non si incontreranno mai, ma ognuno ha messo su la sua piccola rivoluzione di cui nessuno sa nulla.

Io non so ancora che forma organizzativa il nostro partito dovrà darsi per riuscire a rappresentare tutto questo. Ma da un punto fermo penso che possiamo partire. È qui che vivono i valori di cui dovremmo riappropriarci e sono questi piccoli rivoluzionari il popolo che vorrei tornasse a guardarci con affetto, e senza più ghigno.

(post di Facebook)

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