Il Pd ponga il problema di un ministro dell’Interno secessionista

Focus

Salvini è ancora segretario della Lega per l’indipendenza della Padania, una cosa incostituzionale

Dalla Gruber è finalmente iniziata, televisivamente, la resa dei conti politica di Salvini. Bauscia, parolaio e gesticolante più che mai è uscito frastornato dall’incontro per le domande ricevute senza alcuna risposta conclusiva. Quando Alessandro De Angelis gli ha detto “lei è stato comunista padano ed oggi è anticomunista, lei è stato secessionista – il giornalista ha dimenticato che è segretario di un partito che ancora oggi è statutariamente secessionista – ed oggi è sovranista italico, lei urlava Padania libera e tifava per la Francia contro l’Italia calcistica ed oggi è nazionalista italico, lei è soltanto un trasformista politico” ,Salvini ha ricevuto un uppercut, si è messo le mani in faccia e non ha risposto. Per non parlare della diatriba sul fascismo e comunismo e su di un libro intervista realizzato tramite un editore vicino a CasaPound e che si dichiara pubblicamente fascista. La Gruber ha concluso questo girone della verità in televisione con una presa per li sedere dicendogli “lei comunque mi vuole sempre bene?” e lui, suonato, risponde “sempre di più”, e lei “mi manderà dei fiori” e lui “certamente” ma li voglio anche dal giornalista presente che ha messo in dubbio la mia lotta contro la criminalità organizzata”, cosa tra l’altro non vera. Questi concetti li ho tritati e li ritrito su giornali ed incontri politici da oltre 20 anni. Così come ha fatto Europa, ne allego copia, “affittando” a proprie spese lo spazio su tutti i maggiori giornali italiani.

Ma intorno alla Lega statutariamente secessionista di Bossi, e quindi obiettivamente incostituzionale, c’è stato sempre un velo di protezione demenziale, comprensibile per gli interessi berlusconiani, incomprensibile per la sinistra che non l’ha mai squarciato ed andava fatto usando la Costituzione. Solo Ruffolo, in Parlamento, anni fa, ebbe il coraggio, sollecitato, di dire che andavano presi a calci nel sedere e buttati fuori da quel luogo come avrebbe fatto Pertini, medaglia d’argento al valor militare. Ed alla Lega abbiamo regalato per un breve periodo un’origine di sinistra, poi non si sa perché la problematica sull’articolo V, ed oggi eccessi di “autonomia regionale”: bisognerebbe chiedere l’intervento di uno psicanalista. Il discorso è semplice: il signor Salvini, Senatore della Repubblica, è segretario, con lo stesso tesoriere, della Lega Nord per l’indipendenza della Padania – partito statutariamente secessionista e debitore di 49 milioni di euro verso lo stato per appropriazione indebita di soldi pubblici destinati a fini privati e non politici (soldi concessi erroneamente dallo Stato ad un partito che poteva usarli politicamente per tentare di realizzare la secessione vietata dalla Costituzione repubblicana) – e della Lega Salvini Premier. Essendo quindi ancora rappresentante politico del secessionismo siede abusivamente, come hanno fatto i suoi predecessori, con il silenzio del Parlamento e dello Stato, come ministro al Ministero degli Interni: in un paese normale avere un Ministro degli Interni secessionista sarebbe ridicolo ed impossibile perché illegale. Mentre da noi lo è stato in tutti i governi Berlusconi e lo è tutt’oggi, una vera e propria vergogna nazionale, vergogna nazionale che ha consentito l’utilizzo dei voti di un partito statutariamente secessionista per produrre leggi dello stato e governare le Regioni del Paese.

Ora che si possa governare per anni un Paese unitamente ad un partito
che ha come obiettivo politico statutario la divisione dello stesso è obiettivamente un controsenso ridicolo del quale subiamo ancora oggi le conseguenze. Pertanto Salvini o si dimette da Segretario della Lega Nord per l’indipendenza della Padania, chiarendo l’appartenenza della sua claque politica parlamentare, o resta un ministro abusivo che ha spergiurato sulla Costituzione perché la stessa non può essere difesa e nel contempo offesa attraverso il tentativo di realizzare, come recita l’articolo 1 della Lega Nord per la Padania, una repubblica federale padana libera ed indipendente. Basta trovare un deputato ed un senatore democratici pronti a porre le due question time in Parlamento, evitando l’interpellanza, come ha fatto Federico Conte che attende ancora da mesi la risposta di Salvini che ovviamente non sa cosa dire.

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