Caro Ranieri, il discorso con il M5s va iniziato

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Di fronte al rischio di elezioni anticipate che potrebbero far vincere la destra, occorre avere un rapporto con i grillini

Caro Umberto, sorrido, viste le nostre frequentazioni quasi quotidiane, ma ti rispondo su Democratica. Renzi, martedì sera da Floris, ad una domanda chiara “in caso di caduta del governo se fosse possibile un accordo accettabile con i Cinque Stelle, per salvare il Paese e la legislatura, lei accetterebbe?” ha risposto “no” ed ha ripetuto, come sempre, “hanno vinto loro, governino”.

Stessa risposta ha dato Martina a Lilli Gruber. E sembra che Zingaretti abbia come obiettivo il recupero dei voti transitati nei Cinque Stelle ma non una possibile discussione con il Movimento! Tre giovani, o giovanili, aspiranti statisti avrebbero, per me, dovuto rispondere: ”Dipende dal momento economico nel quale ciò dovesse accadere, dalla situazione europea, dalle indicazioni, che non vanno mai sottovalutate, del Presidente della Repubblica perché l’interesse generale e quello del Paese devono comunque essere serviti”.

Ora se questo governo, come ho già scritto, è rappresentato da ectoplasmi come Conte, da uno come Salvini che pur restando statutariamente secessionista a livello di partito invoca l’italianità e rassomiglia sempre di più al Superbone da me già citato, da Di Maio che sembra un seminarista portatore di una buona novella insensata, personaggi che hanno promesso rispettivamente tutto ed il contrario di tutto ed oggi sono insieme
a fare poco e male, noi dobbiamo lavorare per impedire che ciò continui.

E di fronte ad eventuali elezioni anticipate che potrebbero produrre, salvo sondaggi diversi ed attendibili, lo stesso stallo di marzo 2018, o addirittura la vittoria di un centrodestra che sarebbe solo destra tra leghisti popul-nazionalisti, missini post fascisti sovranisti e ciò che resterebbe di Forza Italia, noi abbiamo il dovere di cercare di risolvere anticipatamente il problema con i ragionevoli anche se appartenenti
ai Cinque Stelle. Perché chi ama il proprio Paese ed il futuro delle nuove generazioni non può consentire la regressione culturale ed economica dell’Italia che questa destra produrrebbe.

Quindi, se questo governo dovesse cadere, le elezioni anticipate, considerati i sondaggisti odierni, sono da evitare. Se poi non fosse possibile, per motivi di irragionevolezza, sarà quel che sarà. Ed in caso di stallo ci ritroveremo, grossomodo, con gli stessi numeri di oggi e quindi con lo stesso problema da risolvere.

Il dramma vero è che l’Europa con un’Italia incasinata e rissosa potrebbe entrare in crisi, ma l’Italia senza Europa degraderà velocemente. E l’orizzonte europeo
non è eccessivamente roseo sia per endemiche debolezze politiche interne sia per la speculazione internazionale gestita, piaccia o no, da coloro che vogliono far diventare l’Europa un vero e proprio territorio di conquista. Questo il nostro congresso deve sapere per programmare un dibattito intenso ma costruttivo con candidature che dovranno confluire in un pensiero unificante e non dispersivo. Avendo come obiettivo un documento unitario che sancisca la posizione nazionale ed internazionale del Pd impegnato a contribuire alla riduzione della forbice, perché no, planetaria, ricchezza/ povertà che è l’aspetto cancerogeno delle nostre società. E che incide, e non è difficile
capirlo, anche sulla diffusa richiesta di sicurezza fisica, perché incrementa il degrado ambientale, la corruzione, la povertà e quindi la criminalità comune e quella organizzata che traggono proprio dalla corruzione e dalla povertà la loro crescita.

Caro Umberto, e tu lo sai bene, per Turati il socialismo riformista è una rivoluzione permanente legalitaria così come il socialismo liberale che molti confondono con il liberal socialismo. Il Pd, di là dei nostri clamorosi errori originati da inesperienza e velleitarismo, che ho elencato sia sul Corsera che su questo sito, non può che
essere un partito della cosiddetta sinistra espressione di questi ideali che sono anche intrisi di cristianesimo sociale o di socialismo cristiano, basta pensare a P. Buchez, e di quelli liberal democratici avanzati che hanno prodotto rivoluzioni fondamentali per l’evoluzione dell’umanità. La cosa importante è che tutto ciò sia legato ad un profondo umanesimo, con al centro le persone, le loro debolezze, i loro bisogni, le loro solitudini, unitamente ai doveri individuali previsti in uno stato di diritto.

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