Il Pd riparte dalle città: primo partito nei maggiori centri urbani

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Roma, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze: qui e in altri capoluoghi i dem ottengono ottimi risultati. Un dato che deve essere letto con attenzione

Torino, Genova, Milano, Bergamo, Mantova, Bologna, Reggio Emilia, Modena, Forlì, Ravenna, Cesena, Firenze, Livorno, Siena, Pisa, Ancona, Roma, Reggio Calabria, Salerno, Cagliari, Sassari. Sono le città principali italiane, da nord a sud, in cui il Partito Democratico ha fermato l’avanzata della Lega ed è risultato, alle ultime elezioni europee il primo partito. Particolarmente positiva è stata la prova a Firenze e Bologna (dove i dem hanno superato il 40 per cento) e nelle altre metropoli, in cui sono andati oltre il 30 per cento, staccando la Lega e il Movimento 5 Stelle.

Non è una cosa inedita nel panorama politico italiano ed europeo. I grandi centri urbani, ormai da anni, si sono stabilizzati su posizioni più aperte e progressiste, probabilmente a causa delle stessa composizione sociale delle città, più inclini alla convivenza tra persone di diversi ceti economici, in cui cittadini vivono con meno ansia la paura del “diverso” e sono meno disposti a farsi abbindolare dalla propaganda populista.

Non è un caso che, andando a guardare i voti nel dettaglio, la percentuale della Lega cresca più ci si sposta dal centro delle metropoli alle periferie. E’ infatti proprio nei quartieri più difficili, lontani dalle dinamiche del centro, dove si annidano rabbia, frustrazione, problemi economici e amministrativi, che la narrazione leghista ha attecchito, proprio perché in grado di dare risposte più semplici e immediate, benché poco strutturate molto strumentali. E’ da lì che il Pd dovrà ripartire per creare l’alternativa e portare gli elettori a dargli fiducia.

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