La ripresa. I dem a una incollatura dai grillini

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Il clima positivo rilevato dagli utlimi sondaggi, con il Pd oltre il 20%. Sulle europee la decisione di Pd e +Europa è di andare distinti

Dopo la salutare sferzata arrivata con il risultato delle primarie, sia in termini di partecipazione che di chiara legittimazione di una leadership, nel Pd continua a crescere la sensazione di un clima che sta cambiando: e non si tratta solo di un fatto psicologico ma politico.

Ad alimentare la percezione di una ripartenza, accanto all’evidente voglia di scrollarsi di dosso il torpore seguito allo shock del 4 marzo, anche le prime uscite da segretario Nicola Zingaretti, che sul piatto ha posto con chiarezza l’intenzione di dare vita a un “nuovo Pd” plurale e libero dal condizionamento delle correnti, nel tentativo di costruire quella unità tante volte invocata.

Un clima positivo che ha avuto un primo significativo riscontro nei sondaggi condotti negli ultimi giorni, con la rilevazione di ieri di Swg per La7 che dà i dem oltre la soglia psicologica del 20% (al 20,3%), vicinissimo al M5S, dato al 21,8%, in caduta libera dal 32,7% raccolto alle politiche. Un punto e mezzo di differenza, praticamente niente.

E che nel Pd qualcosa stia effettivamente cambiando è dimostrato anche dalle parole degli esponenti meno vicini a Zingaretti, a partire dallo stesso Matteo Renzi, che intervenendo a Radio Anch’io ha ribadito, a proposito del ventilato cambio di sede, che “tutto quel che fa il nuovo segretario è legittimato dalla vittoria alle primarie”, mentre il sindaco di Firenze Dario Nardella ha affermato che “se Zingaretti va sulla strada dell’unità sono sicuro che il Pd può ambire al sorpasso su M5S alle prossime elezioni europee”.

A proposito della sede, intanto, continuano a inseguirsi le indiscrezioni su quale potrebbe essere la “casa di vetro” immaginata da Zingaretti come primo segnale di cambiamento, anche simbolico, del nuovo Pd. L’ultima in ordine di tempo è quella anticipata da Repubblica, che tra le varie possibilità ha indicato lo spazio “Città del sole”, vicino alla Stazione Tiburtina, come una delle alternative al Nazareno prese seriamente in considerazione dal nuovo segretario. Uno spazio che, secondo il quotidiano, risponderebbe all’esigenza di una sede meno arroccata nel salotto buono e più vicina alle periferie, ma anche frutto di un progetto di rigenerazione urbana e costruita con materiali eco-compatibili, a simboleggiare una svolta nella sostanza e non solo nella forma.

Intanto è quasi tutto pronto per l’Assemblea nazionale di domenica prossima all’Ergife, l’appuntamento che per Statuto sancirà l’insediamento dei nuovi eletti nel parlamentino Pd e ratificherà l’elezione di Nicola Zingaretti. All’Assemblea nazionale di domenica spetterà anche il compito di eleggere, oltre alla Direzione nazionale, il nuovo presidente e il nuovo tesoriere dei dem (e qui i giochi sono chiusi sui nomi di Paolo Gentiloni e di Luigi Zanda), e sempre all’Ergife , all’atto della proclamazione, Zingaretti potrà proporre l’elezione di uno o due vicesegretari (qui i nomi che circolano sono quelli di Paola De Micheli e Marina Sereni).

Raggiunta anche l’intesa sulla composizione del gruppo di parlamentari che entrerà a far parte dell’Assemblea nazionale, che sarà sancita, a quanto si apprende, con una lista unitaria che dovrebbe fotografare il rapporto tra le tre mozioni in Parlamento.

Insomma il treno del nuovo Pd è partito. Prossima tappa, impegnativa e vicinissima, le elezioni europee di maggio. Su questo fronte, l’ultima notizia è la decisione di Pd e +Europa di presentarsi ognuno con la propria lista, resa nota al termine dell’incontro di Zingaretto Con Benedetto Della Vedova ed Emma Bonino.

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