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Ora basta. Bisogna scendere in piazza contro il regime gialloverde

In soli due mesi di governo, Lega e M5s hanno drasticamente ridotto la qualità della nostra democrazia fino al rischio di far saltare per aria l’idea di stato di diritto e di coesione nazionale.

Gli esempi sono innumerevoli. Quello che Di Maio e Salvini – in concorrenza fra loro a chi fa peggio (con l’avvilente beneplacito di un premier fantasma) – stanno dicendo ad un Paese che conta i suoi morti deve suonare come un campanello d’allarme definitivo.

A Genova rischia di morire la nozione di un Paese fondato su regole, leggi, procedure. Si aizzano gli italiani gli uni contro gli altri e, tutti, contro i “ladri” e gli “assassini” di turno. Si eccitano gli animi a difendere Barabba contro Gesù. Prevale la barbarie del processo sommario, come d’altronde già la logica leghista della licenza di sparare aveva fatto intendere. È un governo “cattivo”, con preoccupanti aspetti persino dal lato psicologico.

Il tutto senza che i governanti abbiano un’idea sul da farsi. Invece di chiamare tutte le forze politiche, sociali, morali, professionali ad una gigantesca impresa comune – salvare innanzi tutto Genova e piano piano il Paese – i gialloverdi insultano mezzo mondo, l’Europa, i tecnici, l’opposizione.

Ora basta. Ci sono milioni di cittadini a cui tutto questo non va giù. Protestano, ma privatamente. Non sono solo gli intellettuali – meritoriamente vivaci dopo lunghi silenzi – non sono solo ambienti professionali medio-alti. Parte del popolo rumoreggia: dov’è, questo famoso “cambiamento”? Dove sono le misure per i più deboli?

È giunto il momento, a nostro avviso, di dare un primo sbocco a questa protesta “privata”. Come nei grandi momenti della storia italiana.

Si tratta di costruire capillarmente – attraverso il lavoro quotidiano di ciascuno, come ha scritto Roberto Saviano – una rete politica di opposizione a questo embrione di regime autoritario, incolto e senza idee.

E naturalmente bisogna che le forze politiche e sociali battano un colpo. Tutto il Pd deve ritrovare orgoglio e passione. Si mettano da un canto, a sinistra, discussioni superate e logori rancori. I sindacati scendano in campo.

Si lavori ad una piattaforma unitaria, semplice, che tutti possano comprendere e condividere. Si metta in cantiere una grande giornata in tutte le piazze italiane con uno slogan chiaro: no a questo governo. Si faccia politica, insomma. Prima che questa risacca reazionaria cancelli la nostra democrazia.

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