Pd: “Per Salvini prima la campagna elettorale e poi gli italiani”

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Bagarre in Aula dopo l’interrogazione dei dem sugli striscioni rimossi. Martina al ministro: “C’è un clima di tensione che lei finge di non vedere”

Il cellulare sequestrato a una ragazza rea di aver espresso dissenso fingendo di fare un selfie, l’insofferenza mostrata contro un gruppo di contestatori a Settimo Torinese e, in ultimo, lo striscione con la scritta “Non sei il benvenuto” fatto rimuovere a Brembate dai Vigili del Fuoco, per l’occasione saliti su una scala antincendio.

Sono alcuni degli episodi che nelle ultime settimane hanno visto protagonista Matteo Salvini, sui cui oggi il Pd ha chiesto spiegazioni al diretto interessato nel corso del question time a risposta diretta alla Camera.

“In Italia la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero sono garantite dalla Costituzione e non possono certo essere calpestate solo perché infastidiscono qualcuno”, si legge nell’interrogazione dem. In particolare sull’episodio della rimozione dello striscione a Brembate, la deputata Elena Carnevali ha chiesto al ministro: “A che titolo sia stato fatto rimuovere e chi abbia dato l’ordine di intervenire”.

Alla preoccupazione espressa dai dem per un clima che si va facendo ogni giorno più teso, oggi messa nero su bianco dall’ex titolare del Viminale Marco Minniti, Salvini ha però risposto con la sufficienza ormai diventata un tratto tipico del personaggio, affermando che “non mi occupo della rimozione di striscioni, preferisco occuparmi di arresti di mafiosi e spacciatori”, e aggiungendo: “Offro un caffè a chi fa lo striscione più ironico”, forse pensando a una riedizione del “vinci Salvini”.

Un atteggiamento che ha scatenato la protesta dei deputati dem, che hanno esposto dai banchi alcuni cartelli: su quello mostrato da Alessia Morani campeggiava la scritta ‘49’, in riferimento ai 49 milioni di finanziamento pubblico sottratti dalla Lega, mentre Alessia Rotta reggeva un cartello con la scritta, presa a prestito dagli striscioni oggetto dell’interrogazione, “Non sei il benvenuto”.

“È abbastanza evidente che per lei prima degli italiani viene la sua campagna elettorale permanente“, ha affermato Maurizio Martina nella replica, rivolgendosi a Salvini. “Se un ministro dell’Interno, con il ruolo delicatissimo che ha – ha proseguito l’ex segretario del Pd – sta al ministero solo per 17 giorni in quattro mesi, c’è un problema e non per le opposizioni ma per il Paese”.

“Quello che ci importa – ha aggiunto – è portare in quest’Aula la preoccupazione per il clima che c’è nel Paese e che lei fa finta di non vedere. Un clima che viene segnalato anche da tanti operatori delle forze di polizia quando segnalano da più parti l’allarme per una tensione che lei per primo dovrebbe caricarsi sulle spalle per il ruolo istituzionale che ricopre. Fare il ministro dell’Interno e il segretario di partito in questo modo non aiuta il Paese“.

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