Pd, oggi i tavoli del programma. Sondaggio: giù la Lega

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Crolla il consenso della Lega. La maggioranza degli elettori Pd e M5S favorevole al governo giallorosso. Sulle prime pagine dei quotidiani rimbalzano ipotesi, nomi, retroscena. Andrea Marcucci: “Serve un progetto riformatore per l’Italia, non uno scontro sul nome del leader”. Prodi: In un quadro di crisi internazionale, prevalga l’interesse del Paese.

La trattativa tra Pd e M 5 Stelle continua, pur difficile. Oggi alle 15, nella sede del Pd, si riuniranno i sei tavoli che il Partito democratico ha organizzato per stilare il programma di quello che il segretario Nicola Zingaretti ha definito il “governo di svolta”.  Intanto, un sondaggio del Sole 24 Ore rivela un calo significativo di consensi della Lega.

Pd al lavoro per il programma

I tavoli che si riuniranno oggi al Nazzareno sono sei: Regole istituzionali, Europa, Sviluppo sostenibile, Economia, Lavoro e Welfare, Sapere e Ricerca. Saranno coordinati dai membri della segreteria con la partecipazione dei capigruppo del Partito democratico nelle rispettive commissioni di Camera e Senato e con la partecipazione di componenti parlamentari del Pd.

Il tavolo sulle regole, con i capigruppo delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia, sarà coordinato da Andrea Giorgis. Il tavolo sull’Europa, con i capigruppo delle commissioni Esteri e Affari europei, sarà coordinato da Enzo Amendola. Il tavolo sullo Sviluppo sostenibile, con i capigruppo delle commissioni Attività produttive e Ambiente, sarà coordinato da Chiara Braga. Il tavolo sull’Economia, con i capigruppo delle commissioni Bilancio, sarà coordinato da Antonio Misiani. Il tavolo su Lavoro e Welfare, con i capigruppo delle commissioni Lavoro e Affari sociali, sarà coordinato da Peppe Provenzano. Il tavolo su Sapere e Ricerca, con i capigruppo delle commissioni scuola e cultura, sarà coordinato da Camilla Sgambato.

Sondaggio Sole 24 Ore: Lega e Salvini giù

Il dato più significativo che emerge dal Sondaggio Winpoll- Il Sole 24 Ore sulle intenzioni di voto degli italiani, pubblicato oggi dal quotidiano economico, è senza dubbio il consistente “calo della Lega”.

Se alle Europee la Lega registrò il 34,3% dei consensi, “nel Sondaggio del 30 luglio era stimata al 38,9%, oggi è scesa al 33,7%”.

Recuperano, invece, Pd e M5S. Il Movimento “recupera rispetto al Sondaggio di luglio e il Pd conferma la crescita che si era già manifestata negli ultimi mesi”.

Dal sondaggio emerge che nelle intenzioni di voto al 25 agosto il Pd riscuote il 24% dei consensi “in aumento di sette decimali di punto rispetto alla rilevazione del 30 luglio e di 1,3 punti rispetto al risultato delle europee”.
Il consenso del M5s è “nelle intenzioni di voto al 25 agosto del 16%, in ripresa di 1,8 punti percentuali rispetto al Sondaggio del 30 luglio, ma sotto di mezzo punto rispetto alle europee”.

Sondaggio: cosa pensano gli italiani della crisi di governo

Per quanto riguarda le preferenze degli elettori rispetto alla soluzione della crisi, dal sondaggio del quotidiano economico emerge che “Solo il 7% degli elettori leghisti e il 16% dei grillini vedono una nuova alleanza gialloverde. La maggioranza degli italiani (41%) vuole il voto”.

Nel dettaglio, però, “solo il 21% degli elettori del Pd vorrebbe le urne, mentre il 62% preferisce un governo con il M5s. Dall’altra parte – viene spiegato – l’83% degli elettori della Lega vogliono le elezioni insieme a quelli di FdI e di Forza Italia”.

Per quel che riguarda gli elettori grillini, “solo il 22% vuole il voto in autunno, mentre il 43% preferisce un governo con il Pd”.

Fino a poche settimane fa, si sottolinea, “erano molto meno”. Pochissimi invece quelli della Lega “Solo il 17% che preferiscono tornare al governo con i Cinquestelle e altrettanto pochi sono gli elettore M5s, (16%) che vorrebbero tornare con la Lega”.

Pd – M5S, i titoli dei quotidiani

La trattativa che si è aperta tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle tiene banco anche sulle prime pagine dei quotidiani. I titoli delle aperture dei quotidiani in edicola, rendono piuttosto bene la complessità della situazione: si fanno ipotesi, si sparano nomi, si ricostruiscono retroscena.

Per La Repubblica, Conte dà “un’altra botta a Salvini” e anche il Corriere della Sera è sulla stessa linea “Conte chiude la porta alla Lega”, per Il Manifesto, che apre sull’Amazzonia, “Conte apre al Pd: mai più con la Lega”. Il Fatto Quotidiano ha una grande foto del premier dimissionario e un titolo secco: “Il ritorno di Conte”, mentre La Stampa sottolinea, nel titolo principale, “Il grande scontro sul premier”. Per Il Dubbio tra Pd-M5S c’è “un passo avanti sul taglio dei parlamentari”.
Il Messaggero anticipa le mosse dei Dem, ma vede la trattativa in salita: “Mossa Pd su Fico, intesa lontana”, stessa linea per il quotidiano ligure Il Secolo XIX: “Premier, il piano del PD: senza l’intesa con M5S è pronto a indicare Fico”, per Il Mattino di Napoli: “Pd, la carta Fico premier per stanarei Cinquestelle” e per i quotidiani del gruppo Monrif Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione: “Il rilancio del Pd: Fico premier”.
Sempre elegante e raffinato, Libero, il quotidiano di Vittorio Feltri, titola: “Zingarate e Di Maialate”, mentre Il Giornale di Alessandro Sallusti apre con “Conte si iscrive al Pd. Il mostro può partire”; l’ultimo pezzo del trittico dei quotidiani di area destra-Lega, è La Verità diretta da Maurizio Belpietro, il suo titolo è “Basta giochini, fateci votare”.

Trattativa Pd-M5S, Marcucci: “Fare presto, ed evitare veti e ultimatum”

Come emerge dai titoli, la situazione è molto fluida; difficile dire se la trattativa sia in salita o in discesa, certo non è semplice e oggi, sulle pagine del quotidiano La Stampa, il capogruppo dei senatori dem, Andrea Marcucci, dà conto di questa complessità, partendo anche dalle parole di ieri del primo ministro Conte: “Ho particolarmente apprezzato – sottolinea Marcucci – le parole che ha usato ieri il presidente da Biarritz. Serve un progetto riformatore per l’Italia, non uno scontro sul nome del leader. È un bene inoltre che Conte abbia chiuso in modo irrevocabile con Salvini. Altro che i bizantinismi usati da Di Maio nelle stesse ore“.

Per Marcucci “non esiste un problema Conte, Di Maio deve giocare a viso aperto, dirci quali sono le questioni pregiudiziali per lui, ben sapendo che ci sono nomi che aiutano a trovare un’intesa rapida e nomi che possono renderla quasi impossibile. Sarebbe meglio evitare veti e anche ultimatum: Di Maio dunque dovrebbe riuscire nello sforzo di proporre al Pd nomi che possano costituire un punto di mediazione“.

La preoccupazione del Pd in questa fase, evidenzia il senatore dem, è “fare una legge di bilancio seria, tornare al dialogo in Europa, avviare un piano ambientale green“. Ci sono punti di intesa con il M5S, “bisogna lavorarci per arrivare martedì dal capo dello Stato con un accordo serio“.

Marcucci avverte: “Tutti sanno che c’è una clessidra che consuma il tempo, e che alla fine inevitabilmente scatterà una manovra con l’Iva al 25% in una fase che si annuncia già molto difficile in tutta Europa. Ecco che cosa dobbiamo fare, costruire un’alleanza per salvare l’Italia da questo scenario prossimo e sicuro. In un quadro di questo genere, continuare su ultimatum e veti ci porta a sbattere la testa contro il muro e a riportarci tra le braccia di un uomo fuori controllo come Salvini, che non rispetta le istituzioni democratiche“.

Prodi: Prevalga l’interesse dell’Italia

Romano Prodi, che aveva lanciato la proposta del “governo Ursula”, fa notare, in un editoriale pubblicato dal Messaggero, il “rapido peggioramento” del “quadro internazionale in cui si svolge questo G7“.

L’economia – scrive l’ex premier ed ex presidente della Commissione Europea – è in perdita di velocità in tutti i sette Paesi che stanno attorno al tavolo e soprattutto la Germania continua ad avere prestazioni inferiori alle pur pessimistiche aspettative“.

I nostri partner – spiega Prodi – si attendono quindi dall’Italia la formazione di un governo che eviti la vera anomalia italiana, che è la rottura con l’Europa. Il voto dei 5Stelle in favore di Ursula von der Leyen ha di fatto aperto la crisi ma ha, nello stesso tempo, suggerito l’ipotesi di una soluzione. C’è da sperare che i responsabili di Pd e 5Stelle ne prendano atto e facciano prevalere gli interessi generali e le prospettive del futuro sulle divisioni del passato“.

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