Il pendolo torna verso l’europeismo

Focus

Vogliamo un’Europa più sensibile alla crescita, più solidale, più attenta a risolvere con la condivisione i problemi di tutti. In ogni caso vogliamo più Europa

L’Europa e l’Unione europea sono il futuro, ogni discorso su un nostro scostamento dal sogno europeista dei padri fondatori rappresenta il passato. E’ in questa semplice contrapposizione il senso del voto che ci aspetta domenica prossima, ed è con la coscienza di attraversare un momento storico fondamentale che dobbiamo recarci alle urne. E’ con questa consapevolezza che siamo chiamati a svolgere da adesso fino alle 23 di domenica la nostra piccola-grande missione: convincere quante più persone possibile a recarsi alle urne per contrastare una deriva che prima che essere nazionalista e sovranista è antistorica.

Il rischio astensione nelle elezioni europee è sempre in agguato, un rischio che in un’epoca di forte contrapposizione dialettica, nell’epoca della politica gridata e fomentatrice di odio potrebbe penalizzare maggiormente chi desidera invece un ritorno ai valori di un’Europa forte e solidale. In nessuna delle elezioni europee del passato ci si è interrogati come stavolta sul senso e sui destini dell’Unione, quasi mai ci si era presentati alle urne per il parlamento di Strasburgo con tanti partiti che in giro per l’Europa mettono in dubbio la stessa permanenza nella Ue e c’è addirittura un paese che partecipa al voto con un piede a Bruxelles e uno a casa propria. Frutto di un momento che vede i rigurgiti nazionalisti tornare di moda un po’ ovunque, e non solo nel vecchio continente. Pensiamo all’America first di Trump.

Nessun dramma, però, non perdiamo la calma. Sappiamo che la storia si muove come un pendolo e andiamo avanti con la consapevolezza che passata la sbornia sovranista le ragioni di un sano e convinto europeismo sono ancora tutte là. Quando infatti chiedi a chi contesta l’Unione europea i motivi di tanto livore, si farfugliano cento ragioni senza che ce ne sia una che stia davvero in piedi. Gli stessi esperti no-euro cadono di continuo in contraddizione, e tutti dimenticano invece i mille vantaggi che abbiamo dall’Unione. I risultati dei primi exit poll che arrivano dall’Olanda e che hanno visto uno stop dei partiti sovranisti e l’affermazione dei laburisti testimonia quanto la gente sia più vicini ai valori dell’Europa di quanto si creda. Sono sicura che questa tendenza sarà confermata ovunque.

Certo, c’è molto da cambiare ed è per questo che siamo ancora qui. Vogliamo un’Europa più sensibile alla crescita, più solidale, più attenta a risolvere con la condivisione i problemi di tutti. In ogni caso vogliamo più Europa. Riflettiamoci: dove l’Unione in questi anni ha fallito, sia che parliamo di immigrazione, web tax, difesa comune, è sempre perché c’è stata poca Europa e ogni paese ha pensato per sé. Non comprendendo che il vero interesse di ogni membro è crescere e risolvere i proprio problemi insieme agli altri. A forza di fare i sovranisti trovi sempre qualcuno più sovranista di te.

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