Il governo prepara l’attacco alle tasche di tutti i pensionati

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Il Pd: i leghisti pensano di fare cassa sulle spalle dei più deboli

Sono lontani i tempi in cui la Lega gridava ai quattro venti “aboliremo la Fornero”, con i Cinque Stelle al loro seguito, che utilizzavano la stessa lingua demagogica pur di accaparrare voti. Eppure succedeva solo qualche settimana fa.

Oggi sul tema si preferisce piuttosto di parlare di pensioni d’oro, come fa il ministro Di Maio quando propone un ricalcolo di quelle oltre i 4.000 euro netti; o addirittura di contributo di solidarietà, come propone invece il consigliere economico della Lega, Alberto Brambilla. Una proposta, quest’ultima, che sembra destinata a diventare una nuova tassa, come ha denunciato la deputata dem Alessia Morani.

Tralasciando la contraddizione che emerge tra le due differenti idee gialloverdi – che mette in risalto, tra l’altro, l’ennesima divisione all’interno dell’attuale governo – va evidenziato come la proposta del Carroccio riguarderà infatti tutte le pensioni, non solo su quelle d’oro. “Dovevano abbassare le tasse e invece ne mettono di nuove”, accusa a tal proposito Alessia Morani, sottolineando “la differenza tra la loro propaganda e la realtà”.

La conferma inoltre che l’idea della Lega non possa andare di pari passo con quella grillina arriva dallo stesso Brambilla, che sulle colonne di Repubblica mette addirittura in guardia Di Maio: “Toccare le pensioni ‘di privilegio’ sembra un gran messaggio, ma potrebbe rivelarsi un boomerang”. Il leghista esperto di previdenza spiega poi quanto sarà possibile ottenere, a suo giudizio, dal contributo temporaneo di solidarietà: “Nella migliore delle ipotesi si potrebbero anche superare i due miliardi”, mentre, aggiunge, le risorse che si otterrebbero dalla proposta di Di Maio oscillerebbero tra i 100 e i 120 milioni.

Sulla proposta di casa leghista, però, oltre al Partito democratico vanno all’attacco anche i sindacati, che in una nota congiunta hanno chiesto al governo di “fermarsi”, dopo aver lamentato l’assenza di un confronto serio e di merito con i rappresentanti dei lavoratori: “Le pensioni non si toccano”, hanno dichiarato unitamente, evidenziando per di più che un intervento come quello ipotizzato da Brambilla sarebbe “una clamorosa retromarcia rispetto a quanto fatto in questi ultimi anni con l’allargamento e il potenziamento della 14esima”.

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