Pensioni d’oro e condono, il grande scontro Lega-5 Stelle

Focus
Salvini e Di Maio

Di Maio annuncia risparmi di un miliardo per il taglio alle pensioni. Salvini contrario: si colpirebbe in particolare il centro-nord, tartassando anche le pensioni sui 3.000 euro

Oltre ai due miliardi di euro – nonostante il deficit al 2,4% – che mancano alla manovra di bilancio, che dovrà essere presentata oggi al consiglio dei ministri in programma nel pomeriggio, ci sono diversi ostacoli che il governo legastellato deve ancora superare. Nel novero dei motivi di scontro tra leghisti e grillini, è tornato fuori il taglio delle cosiddette “pensioni d’oro”.

 

M5Stelle: pensioni, tagli per un miliardo di euro

Alla Camera dei deputati c’è già in esame un disegno di legge che prevede tagli alle pensioni sopra i 4.500 euro, con un risparmio per le casse pubbliche di circa 150 milioni di euro. Il problema è che ora i 5 Stelle per finanziare il reddito di cittadinanza vorrebbero includere nel decreto fiscale a anche i tagli alle “pensioni d’oro” e stanno parlando di risparmi non per 150 milioni bensì per 1 miliardo di euro. La cifra era stata anticipata dal quotidiano La Repubblica e poi ribadita da Di Maio a Domenica Live su Canale 5.
“Tagliamo un miliardo di euro dalle pensioni d’oro” aveva spiegato il vicepremier grillino e questo lascia pensare che i 5 Stelle abbiano in testa di colpire ben al di sotto di quota 4.500 euro.

 

Leghisti preoccupati: tolgono al Nord per dare al Sud

Salvini è convinto che i suoi alleati di governo vogliano mettere mano anche alle pensioni sui 3.000- 3.500 euro netti e questo significherebbe implicitamente colpire il nord Italia, cioè il granaio elettorale della Lega, dove sono maggiormente concentrate le pensioni più alte (il 70-75% nel centro-nord).
Il ragionamento dei leghisti è ben illustrato dalla giornalista di Repubblica Valentina Conte, che scrive:

«Se il pacchetto rimane com’è tra pensioni d’oro e di cittadinanza – ragiona un politico leghista di primo piano – assisteremo al più grande spostamento di risorse della storia d’Italia verso il Sud». Il malcontento sarebbe nei numeri: «Il 70-75% dei pensionati d’oro vive al Centro-Nord, così come altrettanti beneficiari della pensione di cittadinanza si trova a Sud».

Il Giornale di Sallusti, che oggi titola “Ladri di pensione” a proposito del progetto legastellato, spiega quale ingiustizia rischia di consumarsi sotto i colpi del governo:

“A essere maggiormente colpiti sarebbero coloro che sono andati in pensione prima dei 60 anni perché la legge glielo consentiva in virtù di un’anzianità contributiva congrua (ad esempio, coloro che nei primi anni Duemila si pensionavano con 58 anni e 35 di contributi). Oggi costoro sarebbero penalizzati in misura superiore rispetto a coloro che si sono ritirati dal lavoro nello stesso periodo ma a 63-64 anni di età sebbene con meno anni di contribuzione”.

Il taglio alle pensioni non è un problema di poco conto: la Lega minaccia di mettere in crisi il governo, proprio nel momento in cui il calendario per presentare la manovra è agli sgoccioli.
I tempi, infatti, sono davvero contratti: oggi pomeriggio, prima del Consiglio dei ministri che dovrà approvare il Documento programmatico di bilancio, è previsto un nuovo vertice di governo, poi giovedì 18 è previsto l’Eurosummit e la presentazione all’Ue della manovra, che entro sabato 20 dovrà anche essere inviata a Camera e Senato.

La grana Di Maio sulla “pace fiscale”

A palazzo Chigi è in corso l’ennesimo vertice sulla manovra, e questa volta emergono problemi sulla cosiddetta “pace fiscale”. Anche in questo caso la controversia è fra Lega e M5s, proprio fra i due rispettivi leader.

Secondo l’Adnkronos, Di Maio è nella sede dell’esecutivo ma ha deciso di non prendere parte al vertice per manifestare il suo dissenso sulle proposte della Lega, che insiste per consentire l’accesso alla pace fiscale anche agli evasori che non hanno dichiarato i guadagni al fisco e vogliono mettersi in regola. Mentre il M5s insiste per circoscrivere le norme ai contribuenti inadempienti che però hanno presentato tutte le dichiarazioni al fisco.

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