Perché Calenda ha chiuso il tavolo con la Raggi

Focus

“Inutile perdere tempo, Raggi arrogante e incompetente”

Carlo Calenda, anche chi non lo conosce direttamente lo sa, è un tipo sanguigno. Non è uno sbrigativo: se c’è da trattare tratta anche giorni. Non è questo il punto. È che il ministro non sopporta di perdere tempo. Quando capisce che una roba non va, si alza e prende cappello. Fu clamoroso il rovesciamento del tavolo dell’Ilva (e la controparte fu costretta a venire a più miti consigli). Così come è clamorosa la sua “chiusura del tavolo per Roma” di oggi.

Inutile sprecare tempo, “evidentemente (la Raggi – ndr) ritiene di non aver bisogno di aiuto”, ha detto.

Queto tavolo per Roma ha sempre avuto alti (pochi) e bassi (molti). Il ministro ha fin dall’inizio avuto l’impressione che la sindaca non avesse una gran voglia di unire le forze, di concordare misure e relativi finanziamenti d’intesa fra Comune e Governo; per tacere del giudizio di merito sulle capacità della Raggi che Calenda ha esternato in pubblico e in privato.

In una Roma assediata dai problemi e dove una seta si può spalancare una voragine che solo per miracolo non ha avuto conseguenze tragiche, Virginia Raggi invece di farsi in quattro per ottenere aiuti “nazionali” mostra un atteggiamento come di indifferenza se non di fastidio verso una richiesta-condizione che il ministro le ha posto: discutere insieme i progetti e non considerare i fondi speciali come fossero una regalia dell’esecutivo.

“Non posso che rilevare – ha spiegato il ministro – che siamo di fronte a un combinato disposto di incompetenza e arroganza che non avevo mai sperimentato. Andremo avanti con la Regione con i progetti che non dipendono da questa amministrazione».

Non è polemica verso il M5s: “Ho più volte dichiarato sin dall’esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione”

Calenda ha sottolineato che “il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro. Dopo mesi scanditi da una totale assenza della Sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro. Ieri ho spiegato alla Sindaca per iscritto e nel dettaglio a che punto sono i progetti del tavolo Roma e quali sono le tante inadempienze e ritardi del Comune invitandola ad un incontro ristretto con il presidente Zingaretti”.

Emerge un quadro sconsolante: al Comune di Roma fanno pure “errori di aritmetica”. C’è spazio per riprendere un lavoro proficuo per la Capitale? Al momento pare un’utopia.

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