Perché il governo Gentiloni non è illegittimo

Focus

L’Italia è una repubblica parlamentare, non presidenziale, e il governo non lo sceglie direttamente il popolo

Non hanno partecipato alle consultazioni, non parteciperanno neanche al voto di fiducia in Parlamento: secondo il Movimento 5 Stelle il governo Gentiloni è illegittimo. Stessa scelta anche per la Lega Nord. Ma è proprio così?

Vediamo cosa prevede la Costituzione italiana (quella che, secondo i detrattori della riforma costituzionale, è stata salvaguardata dall’esito del referendum).

Il grande bluff del Presidente del Consiglio scelto dal popolo

In base all’articolo 92 della Costituzione, valutati gli equilibri parlamentari e le maggioranze, il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del consiglio e gli chiede di formare un governo. Quando il Presidente della Repubblica incontra i rappresentanti dei gruppi parlamentari, durante le consultazioni, valuta se ci sia una maggioranza in Parlamento e se questa sia disponibile a sostenere il governo e il Presidente del consiglio incaricato.

L’Italia infatti è una Repubblica parlamentare, non presidenziale: gli elettori non scelgono direttamente il Presidente del Consiglio, ma eleggono a suffragio universale i loro rappresentanti in parlamento, che a loro volta formano dei gruppi parlamentari. Sono poi questi gruppi che danno vita a delle coalizioni e a delle maggioranze, e danno ( o possono revocare) la fiducia al governo.

L’equivoco sul capo del governo scelto direttamente dai cittadini nasce con l’introduzione del sistema elettorale di tipo maggioritario (il cosidetto Mattarellum). Si diffuse infatti la convinzione che il voto degli elettori portasse automaticamente all’incarico del leader della coalizione in gioco vincente. Cosa che, abbiamo visto, non è prevista dalla Costituzione.

Un equivoco rafforzato nel 2006, quando alle elezioni politiche Forza Italia inserì nel proprio simbolo il nome del leader con l’indicazione: “Berlusconi Presidente”. Due anni dopo, alle elezioni del 2008, sia il Popolo della libertà che il Partito democratico inserirono nei propri simboli elettorali il nome del leader (Silvio Berlusconi e Walter Veltroni).

Anche nell’Italicum (la legge elettorale in questo momento in vigore per la Camera) si prevede che i partiti indichino il nome del leader candidato a diventare Presidente del Consiglio. Ma la legge elettorale, che vuole andare incontro al desiderio dei cittadini di scegliere il capo del governo, non può cambiare la Costituzione in vigore.

 

 

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