La crisi fa paura: l’impennata dello spread affonda Piazza affari

Focus

Banche sotto pressione. E per oggi è previsto anche il giudizio dell’agenzia di rating Fitch

Come prevedibile il mercato azionario italiano ha aperto le contrattazioni in forte ribasso alla luce della crisi di governo annunciata ieri dalla Lega. L’indice Ftse Mib ha toccato per qualche istante anche una perdita di due punti percentuali, per poi assestarsi (ore 10) a -1,68%. Ed è chiaro come le tante incognite sul futuro politico del nostro Paese incidano sulla preoccupazione degli investitori. È del tutto fisiologico.

Certo, in tutto questo contesto ci sono anche le tensioni commerciali che tornano alla ribalta e pesano sulle Borse di tutto il Vecchio Continente. Ma l’Italia scivola molto più rapidamente degli altri listini sulla prospettiva di nuove elezioni.  L’unico titolo che giova dalla crisi di governo è Atlantia, che sale dell’1,7%, mentre il Ftse Mib va giù: È chiaro che la caduta dell’esecutivo cambi gli scenari per la società guidata dai Benetton, fin qui sfavorita dalle posizioni del M5s che premeva per una revoca delle concessioni autostradali dopo il crollo del ponte Morandi.

Ma la preoccupazione principale è incentrata chiaramente sulla manovra: se il presidente Mattarella autorizzerà il voto in autunno, il progetto di bilancio ritarderà. L’Italia presenterebbe a Bruxelles una versione parziale alla scadenza del 15 ottobre, quando tutti i paesi membri dovranno consegnare la propria manovra economica. E l’incertezza per la tenuta del debito pubblico in quel caso rimarrebbe, prospettando i rischi del navigare nelle inedite acque dell’esercizio provvisorio.

E come se non fosse già sufficiente la notizia della fine del governo gialloverde, nella giornata di oggi va registrata anche la preoccupazione degli investitori per il giudizio che verrà emesso dall’agenzia di rating Fitch, quando pubblicherà i risultati della sua revisione del rating italiano (a mercati chiusi). Si teme a questo punto un downgrade, giustificato dalle prospettive incerte delle nuove elezioni.

In tutti questo i Btp rimangono (e rimarranno) molto vulnerabili e volatili, come si dice in gergo quando l’incertezza prevale. E la loro distanza dal Bund, lo spread appunto, schizza verso l’alto e torna sotto la soglia dei 230 punti base. Segnale di evidente tensione.

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