‘Lui non ci sarà’, la campagna della Lega per amplificare lo scontro

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Che tipo di manifestazione può essere se per promuoverla si sceglie di schedare tutti ‘ i nemici’?

Manca una manciata di giorni alla manifestazione lanciata dalla Lega in Piazza del Popolo a Roma. Una manifestazione strategica, sia chiaro, fatta a pochi passi da Piazza di Spagna, teatro l’8 Dicembre della cerimonia dell’Immacolata Concezione. Come ogni anno, a partire dal 1953, il Papa si recherà infatti in piazza Mignanelli, per rendere omaggio alla statua della Vergine Maria insieme ai tantissimi fedeli. Non si sa mai, avranno pensato gli organizzatori della manifestazione, che nelle passeggiate prenatalizie qualche avventore non capiti in Piazza del Popolo per arricchire la claque del ministro degli Interni, che di fare pubbliche figuracce proprio non ne ha voglia. Ma la questione non è certo se la piazza sarà piena o vuota, in fondo i sondaggi dicono che molti italiani sono con lui, il punto è: che tipo di manifestazione sarà?

A vedere come si è scelto di lanciare l’evento non ci possiamo aspettare niente di buono. Sui social si è scelta la linea dura con la campagna “Lui non ci sarà”, in cui vengono ritratti personaggi che, secondo i leghisti, non metteranno mai piede in piazza. Tra i volti noti troviamo Fabio Fazio, colpevole di essere troppo fazioso ma anche il rapper romano Gemitaiz (che gli ha risposto via Twitter per le rime). C’è anche Chef Rubio da sempre critico con il vicepremier, Gad Lerner e Matteo Renzi e così via. Insomma una carrellata di nomi e facce di nemici politici o del mondo della cultura per tenere sempre alto il livello di scontro. In fondo Salvini non ha mai nascosto che avere molti oppositori gli fa piacere (probabilmente nella logica fascista del ‘Molti nemici, molto onore’).

Peccato si sia dimenticato che ora non è più, soltanto, il leader di una fazione politica ma il ministro degli Interni che dovrebbe quindi rappresentare tutti i cittadini, anche quelli che non la pensano come lui. E così il vicepremier tenta l’impresa di snaturare le piazze. Da sempre luogo di confronto e simbolo di apertura e dialogo, sabato prossimo la Piazza del popolo per antonomasia rischia di diventare il luogo dello scontro, dell’odio e della divisione.  Che sia proprio un ministro della Repubblica a promuovere questi tipo di iniziativa è davvero pericoloso. Ma si sa, in epoca di sovranismi, ciò che conta è dividere. Non facciamoci fregare.

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