Piazza Grande il giorno dopo. Paola De Micheli: “Ritorno all’indietro? Macché”

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L’organizzatrice della kermesse di Zingaretti: “Abbiamo bisogno di un’ulteriore innovazione”.

“Un successo inaspettato, in questa misura”. Paola De Micheli è stata instancabile organizzatrice di Piazza Grande, la due giorni romana che ha coronato la scesa in campo di Nicola Zingaretti nella corsa alla segreteria del Pd. Nelle chiacchierata con Democratica ci tiene molto a sottolineare le tantissime presenze “da fuori Roma” – nella Capitale la popolarità di Zingaretti è cosa ovvia – dal Nord come dal Sud: un viatico indispensabile per l’avvio della conquista del Nazareno. De Micheli e Zingaretti hanno alle spalle storie politiche diverse, e non è che si conoscano da moltissimo tempo.

No, il rapporto è nato nella per me fondamentale esperienza della ricostruzione nel centro Italia, io commissaria e Nicola presidente della regione Lazio. Ma mi sono subito trovata molto bene, lui è uno che ascolta e che anche accetta che gli si dica che sta sbagliando. E io, come sa chi mi conosce, non sono una che le manda a dire….

Cosa chiedevano le persone che sono venute a Piazza Grande?

Da una parte c’era la voglia di protestare contro quello che sta accadendo, contro questo governo che veramente ci sta riportando indietro – pensiamo solo al tema delle donne: lì torniamo al Medioevo; dall’altra c’era la curiosità e la ricerca di comprendere come il Pd può andare avanti, guardando al futuro riconoscendo gli sforzi fatti dai nostri governi. Ecco, direi che Zingaretti ha quest’ansia di rinnovare molto e di cambiare strada senza rinnegare le cose fatte e questo ha funzionato.

Qualcuno dice che si è respirata più un’aria identitaria che di innovazione…

Io penso invece che stiamo mettendo in crisi le nostre stesse convinzioni in un lavoro di ricerca e di apertura verso il nuovo. La sinistra oggi deve fare un ulteriore sforzo di innovazione, altro che tornare indietro: questa è una caricatura. Il fatto che a Piazza Grande abbia partecipato tanta gente nuova da questo punto di vista è la dimostrazione che non c’è nulla di nostalgico nella proposta di Zingaretti. Mi ha detto uno dei partecipanti: “Di solito a queste iniziative conoscevo tre persone su quattro, stavolta una su quattro”. Ecco cos’è stata Piazza Grande.

Molta voglia di opposizione, ma la vocazione di governo?

Per forza noi adesso dobbiamo fare un’opposizione durissima a questo governo che sta iniettando idee malate e veleni molto pericolosi nella società italiana. E nel contempo bisogna ridare un’anima a un centrosinistra largo che si batta per la modernizzazione del Paese. Nel fare questo insisto su un punto: non vogliamo tornare indietro, vogliamo andare oltre.

Ci sono state parole nette sul M5s: nessuna intesa.

Sì, qui c’è stata una polemica tutta autoreferenziale e giornalistica. Zingaretti era già stato chiaro: non c’è nessuna possibilità di accordo con questi Cinquestelle. Altra cosa è porsi il problema di tanti elettori di sinistra che hanno votato M5s e magari prima votavano per noi. Quelli li dobbiamo convincere con i fatti che hanno compiuto una scelta sbagliata e che oggi Di Maio sta tradendo le promesse che aveva fatto. E’ una cosa molto diversa dal fare accordi.

Ultima cosa: che dice di una eventuale candidatura Minniti?

Io non so se Minniti ci sarà. Sono interessata a vincere e a far vincere tutto il Pd, e apprezzo tutto ciò che può aiutare a raggiungere questo obiettivo.

 

 

 

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