In piazza a Torino per dire sì alla Tav

Focus

Chiamparino durante il corteo: “Sulla Tav la Lega subalterna al M5s”, Maria Elena Boschi: “Italia diventata paese del no a tutto”

Per la quarta volta in pochi mesi Torino torna in piazza per dire sì alla Tav. Ventimila persone per rimarcare la volontà della popolazione al collegamento ad alta velocità con Lione e al tempo stesso per rimarcare il proprio “no” all’ipotesi che l’opera si faccia ma in versione ridotta.

Con i manifestanti sono scesi in piazza anche esponenti dem, a partire dal presidente della regione Sergio Chiamparino, che il 26 maggio sarà impegnato per la riconferma. Con lui Maria Elena Boschi e molti parlamentari piemontesi. Nelle fila del centrosinistra presenti anche i Moderati e la lista + Europa, ma non i neonati Liberi, Uguali e Verdi.

Nel centrodestra al corte solo Fratelli d’Italia, mentre né Lega né Forza Italia hanno aderito alla manifestazione. Tra i forzisti alcuni esponenti, come Laura Comi, hanno deciso comunque di partecipare a titolo personale.

Chiamparino: “Sulla Tav la Lega subalterna al M5s”

Chiamparino durante la manifestazione ha attaccato chi non è presente:”Chi non c’è, evidentemente, subordina il sì alla Tav agli equilibri tra i partiti e si dimostra subalterno alla Lega che a sua volta, sulla Tav, è subalterna ai 5stelle”. Una frecciata a Alberto Cirio, il candidato alle regionali di Forza Italia che ha deciso di rinunciare alla manifestazione, in linea con la posizione della Lega, sua alleata alle prossime elezioni. “Sulla Tav i nodi sono stati solo rinviati, non sciolti. Essere in piazza oggi non è campagna elettorale ma sostenere le ragioni di un’opera che va nell’interesse del Piemonte”.

Boschi: “Italia diventata paese del no a tutto”

Anche Maria Elena Boschi ha voluto essere in piazza con i manifestanti. L’ex ministra delle Riforme ha attaccato il governo che continua con i rinvii: “Abbiamo bisogno di un Paese che dica sì. Questo governo ci sta portando alla crisi economica. C’è’ bisogno di manifestare finché il governo non dà risposte. Noi aspettiamo da Lega e Movimento 5 stelle una risposta concreta e non l’eterno rinvio. Sappiamo che stanno aspettando le elezioni europee e amministrative, sono in campagna elettorale e non vogliono prendere nessuna decisione: vale per la Tav, vale per qualsiasi altra cosa, con questo governo il nostro è diventato il Paese del no a tutto”.

In piazza anche amministratori e cittadini cuneesi

Ma non solo Tav. Il governo gialloverde sta bloccando tantissime opere pubbliche. Così oggi a Torino sono scesi in piazza anche un gruppo di amministratori e cittadini cuneesi. A loro il premier Giuseppe Conte e il ministro Danilo Toninelli, venti giorni fa, avevano promesso lo sblocco dei cantieri dell’autostrada Asti-Cuneo nella riunione del Cipe di giovedì. Ma non si è sbloccato niente e i lavori dell’autostrada, che dal 2012 finisce nei campi, dovranno aspettare il via libera dell’Autority dei trasporti.

Il sindaco di Cuneo Federico Borgna in una lettera aperte chiede che il governo “abbia la saggezza di cambiare strategia e riprendere in mano il progetto dell’ex ministro Delrio per far partire i cantieri entro l’estate, come ci aveva promesso. Se invece si continuerà sulla linea del ministro Toninelli, c’è il rischio che il baratro che il premier ha visto visitando l’autostrada continui a star lì per anni a prendere in giro gli abitanti della provincia e a cagionare danni incalcolabili al nostro sistema economico, all’ambiente e alla sicurezza”.

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