M5s, altri due massoni in lista. Le fila del “non-partito grillino” si fanno affollate

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Piero Landi, candidato M5s

Ci sarebbero altri due nomi iscritti alla massoneria. I vertici, già in agitazione per l’affaire Rimbosopoli, ora hanno un’altra grana da risolvere

Ancora altri due far dimettere. Almeno così sembrano aver deciso i vertici M5s sull’ennesimo caso che riguarda i candidati pentastellati alle prossime elezioni. Dopo il caso Vitiello in Campania, il sito del Foglio ha scovato un altro iscritto alla massoneria. Si tratterebbe di Piero Landi, candidato M5S nel collegio uninominale della Camera a Lucca e originario della Garfagnana. Il suo nome risulterebbe negli elenchi del Grande Oriente d’Italia. L’altro, invece, sarebbe è Bruno Azzerboni, candidato all’uninominale in Calabria.

Anche in questo caso i vertici grillini, secondo quanto riferito da alcune agenzie, non sarebbero stati informati dai due candidati e promettono il pugno duro, chiedendo, come per gli altri, di firmare un documento in cui dichiarano di dimettersi in caso di elezioni.

Insomma le file del Non-partito 5 stelle si ingrossano. Se tutti i candidati coinvolti nello scandalo Rimborsopoli si dimettessero come promesso (o come richiesto), il futuro gruppo misto del futuro Parlamento potrebbe contare numerosi ex: Andrea Cecconi (deputato uscente, ricandidato nelle Marche in un collegio plurinominale blindato); Carlo Martelli (senatore candidato nel proporzionale in Piemonte: è capolista); Ivan Della Valle (deputato piemontese, esponente di primo piano di No Tav); Emanuele Cozzolino (vicecapogruppo dei Cinque Stelle alla Camera); Elisa Bulgarelli (un tempo vicina all’attuale sindaco di Parma Pizzarotti); Maurizio Buccarella (senatore uscente, anche lui ricandidato in Puglia); Massimiliano Bernini (nel 2013 eletto nel Lazio, annuncia querela contro le Iene); Barbara Lezzi (senatrice pugliese vicepresidente di commissione); Giulia Sarti (nel 2013 eletta in Emilia-Romagna e che ha già scaricato la colpa sul suo ex); Silvia Benedetti (nel 2013 eletta nella circoscrizione Veneto1).

Visto il clima potrebbe essere anche il preludio ad una sorta di scissione forzata. Già David Borrelli, che si è tirato fuori già un paio di giorni fa, ha detto che sta per arrivare un movimento nuovo di zecca. Peccato però che, per ora, l’unico iscritto sembra essere lui.

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