Il Pil accelera verso il 2%: mai così bene dall’inizio della crisi

Economia

Ora l’asticella per il 2017 si può ragionevolmente spostare verso l’alto, a quota 2%

Ancora una volta i dati dell’economia italiana battono le previsioni degli analisti: oggi è la volta del Pil, che ha raggiunto nel terzo trimestre del 2017 una crescita dell’1,5%. E’ la conferma che il “sistema italiano si è messo in moto”, commenta il premier Paolo Gentiloni, che aggiunge: “Questi risultati non possiamo disperderli, non possiamo dilapidarli, ma insistere e accelerare ancora su questa strada”.

Il dato è degno di nota in quanto raggiunge le previsioni di Palazzo Chigi per l’intero 2017 – stima del Def di qualche settimana fa – con ben tre mesi di anticipo: da sommare al dato di oggi, infatti, c’è ancora l’ultimo trimestre dell’anno (che difficilmente registrerà una crescita pari allo zero). L’asticella per il 2017 è quindi ragionevolmente spostata verso l’alto, a quota 2%.

Se poi si considera l’aumento tendenziale, cioè quello che va dal terzo trimestre 2016 al terzo trimestre 2017 (su base annua, per intenderci) il valore è già oggi pari a +1.8%, l’aumento più elevato da oltre sei anni, ossia dal secondo trimestre del 2011. Guardando poi al dato in valori assoluti, il Pil del trimestre risulta pari a 400 miliardi e 547 milioni di euro.

Nello specifico, va inoltre sottolineato come la ripresa riguardi quasi tutti i settori, anche se è principalmente l’industria a trainare l’economia verso l’altro. D’altronde l’ultimo dato diffuso dall’Istat qualche settimana fa parlava chiaro: fatturato in crescita del 3,4% rispetto a un anno fa, e ordinativi industriali addirittura al +12.2%. Anche i servizi aumentano, fa notare l’istituto di statistica. Ma un contributo positivo, rilevante, è arrivato dall’aumento dei consumi, come testimoniato anche dagli indici di fiducia che la scorsa estate hanno raggiunto i nuovi massimi post crisi.

È chiaro infine che l’Italia beneficia di una congiuntura esterna favorevole – anche nel terzo trimestre anche Eurolandia continua con lo slancio della crescita economica – ma è altrettanto evidente come la politica economica attuata in questi anni sia stata determinante per agganciare la ripresa. Sarebbe intellettualmente disonesto non riconoscerlo.

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