Ecco come sta crescendo l’Italia

Focus

Ma la benzina delle cose fatte non durerà in eterno

Nel primo trimestre 2018 Pil Italia +0,3% Pil Germania +0,3% Pil Francia +0,3% Pil Regno Unito +0,1% (dati Eurostat).

Siamo tornati a crescere come gli altri due grandi Paesi dell’Eurozona e più del Regno Unito. Senza flat tax, senza abolizione della legge Fornero e migliorando i conti pubblici.

Grazie ai tanto vituperati 80 euro, alla crescita dell’occupazione e dei consumi delle famiglie, al superammortamento e al Piano Industria 4.0, misure, queste ultime, che negli ultimi tre anni hanno fatto aumentare gli investimenti italiani in macchinari più che in tutto il resto d’Europa.

Siamo assolutamente consapevoli che c’è ancora tanto disagio sociale nel nostro Paese e che la crisi ha fatto aumentare la povertà. Ma con il debito pubblico che ha l’Italia, se si è dei politici minimamente seri non si può ingannare i cittadini promettendo riduzioni insostenibili delle tasse che sconquasserebbero l’equilibrio fiscale o una impossibile distribuzione di denaro a pioggia come il reddito di cittadinanza. Riguardo a questo secondo punto, gli ultimi due governi avevano cominciato ad affrontare seriamente il problema del disagio economico e sociale progettando e varando il reddito di inclusione, che è solo agli inizi e va potenziato.

Era ed è ancora questa la strada giusta per combattere la povertà. Così come restano indispensabili per avere un Paese moderno e stabile le riforme e la riduzione del debito. Debito da ridurre non con l’austerità ma con la flessibilità e la crescita. Una strategia che a giudicare dai dati odierni sul Pil stava evidentemente dando dei risultati e che assicura ancora per un po’ di tempo una buona velocità alla nostra economia. Ma la benzina delle cose fatte non durerà in eterno.

Vedremo ora che strategia economica metteranno in campo le forze uscite vincenti delle elezioni, promettendo la luna, totalmente incuranti del rischio del debito. E vedremo quali saranno i loro risultati.

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