Pinotti: “Dovevamo fare di più, ma ricominciamo dalla nostra storia”

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L’ex ministra della difesa a Repubblica: “Ragioniamo sul perché siamo vissuti come un partito lontano dal popolo, ma il Pd non è solo fischi”

“Abbamo la nostra storia e tante cose positive realizzate anche negli ultimi anni: è da questo che dobbiamo ricominciare”.
Lo afferma in un’intervista a Repubblica Roberta Pinotti, genovese, ex ministra della Difesa e oggi parlamentare Pd, al fianco di Maurizio Martina il giorno dei funerali delle vittime del crollo del ponte Morandi.

A proposito dei fischi, l’opinione dell’ex ministra è che “le contestazioni mi hanno amareggiato ma mi ha colpito soprattutto l’applauso forte che ha accolto Salvini e Di Maio. Dopo l’escalation da parte elle forze di governo per individuare un nemico su cui far ricadere la colpa, sembrava che gli gli venisse tributato un riconoscimento emotivo, come se loro fossero i soli a volere fare giustizia. Chi davanti a una strage non vuole giustizia? Però mi sono chiesta: se bastano questi proclami senza azioni concrete a suscitare fiducia, quanto non abbiamo risposto alle aspettative dei genovesi?”.

Su come se ne esce, per Pinotti “dobbiamo ragionare sul perchè siamo vissuti come un partito lontano dal popolo, schierato dalla parte dell’establishment. Certo c’è una comunicazione condotta in modo capace dai nostri avversari ma in un momento di grande recessione siamo riusciti a dare stabilità e lavoro. Non c’è dubbio che nello sforzo per tirare fuori l’Italia dalla crisi non siamo riusciti a essere vicini alle persone che hanno sofferto di più. Ma la nostra non è una storia negativa”.

E a proposito di chi nel Pd vorrebbe una comunicazione più simile ai metodi della maggioranza, per Pinotti “il nostro modello è fatto di dialogo, se serve di scontro duro nei contenuti, ma sempre nel rispetto. Oggi c’è un’Italia che guarda in modo attonito a queste forme aggressive usate per delegittimare l’avversario e qualunque pensiero non allineato”.

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