Pisapia: “Le scissioni sono sempre divisioni, io lavoro per l’unità dei riformisti”

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Giuliano Pisapia presenta a Milano Campo progressista. All’incontro dal titolo “Futuro prossimo” presente anche la presidente della Camera Laura Boldrini

“Non lo so, non entro nel merito del Pd. Sto molto attento a quello che succede. Le scissioni sono sempre divisioni di una comunità”, così Giuliano Pisapia risponde ai cronisti che gli chiedevano di un’eventuale scissione del Pd  arrivando all’iniziativa milanese “Futuro prossimo” per presentare la sua iniziativa Campo progressista. Insieme a lui Gad Lerner, Laura Boldrini, Massimiliano Smeriglio e Franco Monaco. L’ex sindaco di Milano ha ribadito come a lui piacerebbe vedere “una comunità unita, molto ampia, molto di sinistra, molto di centrosinistra, aperta al civismo: questo è quello – continua Pisapia – per cui lavoro, non contro qualcuno, ma per qualcosa, per ricostruire un campo aperto all’interno del quale ci saranno spero tutti coloro che amano la buona politica”.

Spiega poi a chi è rivolto il progetto Campo progressista: “E’ aperto a tutti quelli che vorranno essere con noi a collaborare per allargare sempre di più lo spazio di coloro che si vogliono impegnare per una Italia migliore. Vuole essere una parte iniziale e un luogo dove tanti che hanno perso la loro casa politica un luogo dove discutere, confrontarsi e costruire, dove insieme – ha aggiunto – fare un programma pieno di contenuti per rilanciare il Paese. Vuole essere proprio questo. Un punto di partenza che chiaramente vuole e deve trovare degli alleati con gli stessi valori e gli stessi principi”.

Gli fa eco la presidente della Camera Laura Boldrini che sostiene: “Bisogna un po’ ritornare le origini e avere l’orgoglio di farlo, perché la sinistra ha un po’ perso la bussola per come la vedo io ed è stata forse un po’ distratta. Oggi quali sono le necessità del nostro Paese? A leggere i giornali sono le date dei congressi, ma il Paese chiede questo ma molto altro ancora”. Poi dà la sua idea di sinistra: “Io vorrei una sinistra laburista, perché sui diritti del lavoro non si può chiudere un occhio e neanche due. Vorrei una sinistra femminista, perché ci guadagna il Paese se i diritti delle donne vengono rispettati. Vorrei una sinistra ambientalista: per troppi anni c’è stato un uso dissennato del nostro territorio. E una sinistra europeista, perché noi dobbiamo abbracciare l’Europa dei padri fondatori, gli Stati Uniti d’Europa, ma ridando un volto sociale e solidale. Bisogna sapere essere anche idealisti e non rassegnarci al cinismo. Diciamo che qui mi sento a casa”.

Ma la Presidente precisa che l’obiettivo non è “creare un nuovo soggetto politico. Si ragiona di buona politica – ha spiegato – facciamo un punto su cosa si intende per politica progressista”, su come risolvere i problemi della gente che non considera problemi “i congressi o le direzioni”dei partiti .

 

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