“Più libri più liberi” sbarca a Roma, ma quanto leggono gli italiani?

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La Fiera cresce negli spazi e nei numeri, con più di 650 appuntamenti e 545 espositori

Entri al Roma Convention Center “La Nuvola” all’Eur in occasione di “Più libri più liberi”, l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente ai piccoli e medi editori italiani, promosso e organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), e ti imbatti in un operoso brulichio di appassionati e operatori del settore, di lettori e stand che offrono un parterre di libri, autori, presentazioni, connessioni, full immersion nel tanto bistrattato mondo della cultura letteraria. Mondo che ci vede dolenti nelle classifiche europee, dove siamo fra gli acquirenti di saggi e narrativa ai pioli più bassi, nonostante si registri nel nostro Paese una pletora di “nuovi autori” (spesso imitatori e rielaboratori di quell’infinito universo di story telling televisivi che basterebbe e avanzerebbe, forse), e nonostante piaccia sempre ritrovare una serie di progetti socio-politici legati alla parola scritta fra cui sono senz’altro da segnalare il nuovo brand GOG che ha appena lanciato fra le new entry di novembre la critica alla democrazia borghese di Edouard Berth in “I crimini degli intellettuali”, Mimesis di Milano, sempre più top nelle esclusive filosofiche, e l’intramontabile Elèuthera che mette in vetrina l’intrigante “Il consenso nell’epoca del terrorismo” di Philippe Godard.

Si concluderà domenica l’edizione 2018 della Fiera, che ha anche il sostegno del Centro per il libro e la lettura, del Ministero dei beni e delle attività culturali, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e di BNL Gruppo BNP Paribas.

Bulimia del supermarket culturale, dunque? Un mercato saturo di idee e proposte ma che non ci vede, certo, concentrati e consumatori dei “classici” e di quei testi che ci fanno riflettere? Si diventa “scrittori” per vanità, narcisismo, per finire in qualche talk e per grattare consensi fra amici e parenti, non oltre? Vediamo intanto le cifre, i trend. Il mercato del libro 2018 scommette infatti sul Natale per restare in area positiva. Dopo tre anni di crescita (da ultimo il +4,5% del 2017) il 2018 ha registrato nei primi dieci mesi dell’anno un complessivo -0,9% a valore, in base ai dati Nielsen per AIE nei canali trade (librerie, store online senza Amazon e grande distribuzione: 886,09milioni di euro) e in base alla stima dell’Ufficio studi AIE per Amazon (175,3milioni di euro).

Quanto potrà incidere il Natale? Da anni le ultime otto settimane dell’anno – che comprendono anche il black friday – incidono per il 24-25% dell’intero fatturato dell’anno. Confermando che l’oggetto-libro non ci è familiare, ma risente di abbuffate commerciali da grandi kermesse e feste comandate. Se anche il 2018 dovesse confermare questa tendenza, la stima di chiusura per i canali trade (e Amazon compreso) porterebbe – secondo le stime dell’Ufficio studi AIE – ad avvicinarsi a un territorio positivo (-0,4%). Considerando le vendite in occasione di fiere e saloni del libro, anche a superare questo piccolo differenziale negativo. “L’editoria – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – si conferma la più grande industria culturale del Paese e, al suo interno, si evidenziano in particolare – come emerge con chiarezza dalla nostra fiera “Più libri più liberi” – la vivacità e i buoni risultati dei piccoli e medi editori. Ciò nonostante, per quanto il settore editoriale reagisca molto meglio di tutti gli altri comparti della cultura, pesa il calo dei consumi. Risulta quindi necessaria più che mai una politica di promozione  della lettura e un sostegno alla domanda”.

L’editoria italiana continua a guadagnare intanto spazio all’estero: tra il 2014 e il 2018, infatti, i titoli venduti all’estero sono aumentati del +36,5%, mentre quelli acquistati sono calati del -10,7%. Questo trend vale anche per i piccoli e medi editori, che registrano una crescita nella vendita dei diritti (+7,2% solo nell’anno anno), ma anche nell’acquisto (+2,7%). È quanto emerge dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) 2018 sull’import – export dei diritti, presentato ieri.

Quali sono i generi più venduti? Bambini e ragazzi (39%) e la Narrativa di autori italiani (25,4%) sono i must, anche se i primi registrano un calo del 5,1% rispetto al 2017. Ad aumentare maggiormente è la Manualistica e altro che copre il 4,4% (+43,1% sul 2017).

Le coedizioni sono un altro tassello importante nel processo di internazionalizzazione dell’editoria italiana. Nel 2018 sono state 2.095 le coedizioni realizzate dagli editori italiani con gli stranieri (+86,5% rispetto al 2017). Il genere Bambini e Ragazzi domina le coedizioni con il 62,7% (era il 57,7% nel 2016), seguito dagli Illustrati che rappresentano il 19% (era il 18,5% nel 2016) e dalla Saggistica con il 15,7% (era l’11,5% nel 2016).

La Fiera è presente sui principali social network. Gli hashtag ufficiali della manifestazione sono #LaNuvola e #piulibri18. Disponibile anche l’app ufficiale della manifestazione per dispositivi iOS e Android. Per questa edizione, infine, la Fiera lancia il suo chatbot, fruibile attraverso Facebook Messenger, grazie al quale gli utenti interessati potranno recepire più velocemente tutto ciò che riguarda eventi, biglietti, indicazioni su come raggiungere la Nuvola e restare aggiornati sulle ultime news.

Nei cinque giorni della Fiera, che cresce negli spazi e nei numeri, con più di 650 appuntamenti e 545 espositori, si moltiplicheranno le opportunità per incontrare grandi autori italiani e internazionali, assistere a convegni, dibattiti, mostre o performance musicali sul tema scelto per quest’edizione: “Per un nuovo umanesimo. Una risposta agli egoismi del nostro tempo”. Il programma completo è consultabile sul sito www.plpl.it.

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