Scambi e favori. I dubbi sull’assegnazione di Qatar 2022

Focus

Michel Platini al centro di un’inchiesta di corruzione sull’assegnazione dei Mondiali al Qatar. Gli avvocati: “Non è stato arrestato”

La notizia del fermo da parte della polizia francese di Michel Platini ha fatto il giro del mondo. In poche ore le home page dei quotidiani online hanno subito ripreso la notizia lanciata dal sito francese Mediapart. L’ex presidente Uefa e fenomeno del calcio mondiale degli anni ’80 si trova da stamattina (coi suoi legali) nei locali dell’Ufficio anticorruzione della polizia giudiziaria di Nanterre dove è stato interrogato. L’accusa è di corruzione nell’assegnazione del Mondiale 2022 in Qatar. Un Mondiale che sin dal giorno della sua assegnazione ha provocato tante polemiche.

I legali di Platini: “Nessun arresto”

I legali dell’ex bianconero hanno precisato che il loro assistito non è stato arrestato, ma solo interrogato come “persona informata sui fatti, in una condizione voluta dagli inquirenti che permette di evitare che le persone ascoltate possano accordarsi fuori dalla procedura”. E hanno ribadito che Platini “non ha nulla di cui vergognarsi ed è estraneo ai fatti ed è assolutamente fiducioso su quello che succederà dopo”.  Sotto interrogatorio anche Claude Guéant, che all’epoca dei fatti era segretario generale dell’Eliseo sotto la presidenza Sarkozy.

I dubbi su Qatar 2022

Su una possibile corruzione per l’assegnazione dei Mondiali al Qatar si indaga da anni. Già nel 2011 accuse furono rivolte ai più alti funzionari Fifa, mentre nel 2014 il Sunday Times riuscì ad ottenere e diffondere documenti comprendenti e-mail, lettere e bonifici bancari che avrebbero dimostrato come Bin Hammam avesse versato oltre 5 milioni di dollari ai dirigenti Fifa per sostenere la candidatura qatariota. Dunque la vicenda dell’assegnazione al Qatar è poco trasparente (ma di sospetti sulle assegnazioni di grandi manifestazioni sportive ne è piena la storia).

L’incontro incriminato all’Eliseo

Veniamo ai fatti sotto la lente d’ingrandimento della procura francese. I giudici vogliono far luce sull’incontro all’Eliseo del 23 novembre 2010. Presenti sia Guéant che Platini. In quell’occasione  sarebbero state negoziate con l’emiro del Qatar Tamim ben Hamad al Thani le condizioni per dare il via libera all’assegnazione del Mondiali del 2022. La richiesta era di acquistare la squadra capitolina del Psg, di aumentare la loro partecipazione nel gruppo Lagardère e di creare un nuovo canale sportivo, BeIn Sports. Tutte richieste che si sono poi puntualmente realizzate.

Le parole di Blatter nel 2015

L’incontro è stato confermato nel 2015 da Joseph Blatter che ha ammesso, chiamando in causa l’allora presidente francese Sarkozy, che la scelta prima di quell’incontro era di assegnare l’edizione agli Stati Uniti così da giocare due edizioni nelle due superpotenze mondiali (Russia 2018 e Usa 2022), ma che dopo quell’incontro le carte in tavola cambiarono.

La presunta ammissione di Platini nel 2017

Ammissione, anche se con prospettiva differente, che nel 2017 – secondo L’Equipe – avrebbe fatto anche lo stesso Platini: “Volevo che i Mondiali venissero organizzati in un paese e in una parte del mondo che non li aveva mai ospitati. Ho sempre agito in modo trasparente, chiamando Blatter, all’uscita del pranzo, per informarlo della presenza del principe e del primo ministro del Qatar all’Eliseo, e più tardi, rivelando alla stampa il mio voto per il Qatar”. Una vicenda ancora lontana dalla fine e che potrebbe scoperchiare ancora tante magagne dietro all’assegnazione di quello, che a tre anni dallo svolgimento sembra già essere il Mondiale più controverso della storia.

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