Ponte Morandi, un anno dopo Genova è ancora ferita

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Ad un anno esatto tornano le storie, i volti, le voci di chi c’era

Alle ore 11.36 la città di Genova si fermerà per un minuto di raccoglimento. Il suono delle campane delle chiese cittadine e il fischio delle sirene delle navi attraccate nel porto renderanno questo momento ancora più toccante.

E’ quello il momento esatto del crollo del Ponte Morandi che esattamente un anno fa provocò 43 morti, 16 feriti (di cui due deceduti dopo il ricovero in ospedale), 583 sfollati e danni per oltre un miliardo di euro alla città di Genova.

Un anno dopo il viadotto autostradale Polcevera è stato completamente abbattuto. “La demolizione è conclusa”, ha annunciato Vittorio Omini, responsabile del pool di aziende che hanno avuto l’incarico dalla struttura commissariale e che intendono liberare definitivamente il cantiere entro la fine di settembre.

L’Amministrazione comunale ha previsto una cerimonia commemorativa per ricordare quella tragedia e manifestare ancora una volta il cordoglio, la solidarietà e la vicinanza dei genovesi ai parenti delle vittime. Presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, rappresentanti del Governo, rappresentanti dei Familiari e numerose autorità civili e militari.

L’addio a quel viadotto “traditore” non è stato facile. Rappresenta quella tragedia, ma non vederlo più significa dire addio al profilo familiare dello skyline di Genova, salutare la promessa di un futuro che connetteva e dava prosperità.

E oggi tornano le storie, i volti, le voci di chi c’era. Incredibile il racconto di Davide Capello, portiere del Legino e pompiere che si trovava sul ponte al momento del crollo. Il ragazzo è volato per 80 metri con la sua automobile ed è uscito miracolosamente illeso dall’impatto. L’ex estremo difensore del Cagliari ha raccontato la sua storia in una nota audio inviata al padre dopo l’impatto: “Prima ho sentito un rumore, poi è crollato tutto. Stavo andando a Genova, ero sul ponte. Ho fatto trenta metri di volo e poi l’auto si è incastrata tra le colonne e le macerie. È incredibile, non ho un graffio”.

Ha fatto invece il giro del mondo l‘immagine del camioncino della Basko rimasto sull’orlo del baratro. A bordo c’era un genovese di 37 anni che è riuscito a salvarsi frenando appena in tempo e scappando poi a piedi. Tanti non sono stati così fortunati. Persone che stavano semplicemente attraversando un ponte, chi per andare in vacanza e chi per andare al lavoro. Il crollo ha trascinato le vite di queste persone giù nel baratro del torrente.

Tra le prime vittime di cui si è conosciuta la storia ci sono i componenti di una famiglia di Campomorone, in provincia di Genova. Roberto Robbiano, 44 anni, la moglie Ersilia Piccinino, 41 anni, e il figlio Samuele, di soli 8: stavano andando in vacanza. Li attendeva un traghetto per la Sardegna. Non lo prederanno mai. C’è anche un’altra famiglia, stavolta di Pinerolo, distrutta dalla tragedia. Quella del viadotto sulla A10 è anche una storia di amori spezzati. Stella Boccia, 24 anni, nata a Napoli ma residente in provincia di Arezzo, era in vacanza con il fidanzato Carlos Jesus Erazo Truillo, 27 anni. Su quel maledetto ponte viaggiavano anche Alberto Fanfani, giovane medico fiorentino e la fidanzata Marta Danisi, 29 anni, promessi sposi che avrebbero dovuto dirsi di sì a maggio del 2019. Tra le vittime anche tre lavoratori che si trovavano nell’isola ecologica di Campi, travolta dal pilone crollato. Nell’incidente hanno perso la vita anche alcuni stranieri (cileni, da tempo in Italia, tre albanesi, un autista romano e il collega moldavo, alcuni turisti francesi), quattro ragazzi di Torre del Greco in provincia di Napoli, così come napoletano era l’autotrasportatore Gennaro Sarnatano, 43 anni, che stava rientrando col suo mezzo dalla Francia in Italia.

Tra le famiglie distrutte anche quella di Alessandro Robotti, 50 anni, di Arquata Scrivia (Alessandria), che viaggiava con la moglie Giovanni Bottaro, di 43 anni, e quella di Andrea Vittone, 49 anni, e Claudia Passetti, 48, di rientro dal viaggio di nozze dopo il matrimonio il 23 luglio scorso, insieme ai figli di lei: Manuele di 16 anni e Camilla di 12. Andavano in vacanza all’Elba, invece, i Cecala, provenienti dalla provincia di Novara: Cristian, la moglie Dawna e la piccola Crystal. Non erano gli unici a provenire da fuori regione per raggiungere la meta delle loro ferie.

Ora l’auspicio è che le fibrillazioni politiche non abbiano ripercussioni negative sulla città. Un invito espresso anche dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, che celebrerà una Messa di suffragio nell’area dove sorgeva il ponte Morandi e dove è stato aperto il cantiere per la costruzione del nuovo viadotto sul torrente Polcevera. Se, invece, la crisi dovesse coinvolgere anche la ricostruzione, secondo Bagnasco sarebbe “una grave sconfitta per l’intero Paese agli occhi nostri e del mondo”.

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